La Lega ci riprova: “Romagna indipendente”


BOLOGNA, 17 GEN. 2011 – E’ nato a Bologna, in pieno territorio emiliano, ma si erge a paladino dei romagnoli. L’onorevole Gianluca Pini ha firmato infatti il Ddl 1990 "Abolizione delle Province", con cui la Lega nord tenta nuovamente di far passare l’istituzione di una Regione Romagna autonoma dall’Emilia. "Ora si attende solo il vaglio di ammissibilità della Presidenza della Camera e poi – promette – il voto in aula a giorni". C’é poi una novità in questa proposta, non a caso annessa a quel Ddl: se passerà, "scompaiono le tre Province, che vengono sostituite appunto da un unico organo amministrativo, la Regione Romagna, con risparmi enormi sul piano dei costi della politica e della macchina amministrativa", assicura Pini, che ha raccolto l’adesione di tutta la Lega nord e le firme di esponenti Pdl e Fli. L’annessione – che dovrebbe interessare, a certe condizioni, anche i comuni confinanti con le province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena – dovrà essere ratificata, precisa, "con un referendum da svolgersi da parte dei soli romagnoli". "I tempi sono più che maturi per arrivare a ridare dignità al popolo romagnolo", commenta Pini, lanciando una "sfida difficile" al Pd che ha invece sempre sostenuto la regione unica Emilia-Romagna, col trattino. Difficile, "ma non impossibile per chi – ricorda -, in soli 12 mesi, riuscì a spostare sette comuni dalle Marche alla Romagna dopo che ci avevano provato in diversi per ben 180 anni".

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