La laicità è di casa a Reggio Emilia


BOLOGNA, 15 MAR. 2011 – Lo scorso anno il successo del numero zero, e dal prossimo la speranza di trasformarsi in un vero e proprio festival del pensiero laico e critico, sullo stile di quello della mente di Sarzana o della filosofia di Modena. E’ con questo auspicio che è stata presentata nella sede della Regione Emilia-Romagna la seconda edizione delle "Giornate della laicità", in programma dal 15 al 17 aprile tra Reggio Emilia, Correggio e Scandiano, con una piccola appendice a Parma. Per tre giorni in varie parti della città si alterneranno lezioni magistrali e confronti con docenti universitari, giornalisti, teologi, sacerdoti, filosofi, matematici (tutti parteciperanno gratuitamente), oltre a spettacoli, mostre e laboratori per le scuole. In particolare, Carlo Flamigni terrà una lezione di educazione sessuale destinata agli studenti e registrata per la tv locale Telereggio, provando così a riprodurre un esempio di insegnamento nella cosiddetta "ora alternativa" nelle scuole. Tra gli ospiti attesi, Paolo Flores d’Arcais, Gianni Vattimo, Beppino Englaro, Piergiorgio Odifreddi, Margherita Hack, Valerio Onida, Marco Baldini. Le Giornate sono un’idea dell’associazione "Iniziativa laica", formata inizialmente da 64 reggiani con l’obiettivo di "dare una risposta alle grande domanda di laicità e pensiero critico che c’é oggi", ha spiegato Giorgio Salsi, uno degli organizzatori. Le Giornate sono promosse anche da Micromega e dall’Arci di Reggio, e hanno avuto avuto contributi anche da Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Reggio. Lo scorso anno ai quattro incontri organizzati a Reggio hanno partecipato 2500 persone. "Il nostro è un pubblico da ceto medio, colto e curioso che non ama i luoghi comuni e i conformismi", ha continuato Salsi. La manifestazione, che ha raccolto numerosi sponsor, può contare su un budget di circa 70 mila euro, di cui 10 mila sono i ricavi che si spera di ottenere dai biglietti. Per ogni incontro, infatti, è previsto un contributo di tre euro a persona. "Oggi il termine laico è sinonimo di non credente, mentre credente è diventato quasi automaticamente sinonimo di cattolico ma non è così – ha sottolineato l’assessore regionale alla cultura, Massimo Mezzetti – Credo che la laicità e lo spazio del libero confronto, scevro da fanatismi religiosi o ideologici, abbiano a che fare con la democrazia. E di questo il nostro Paese ha molto bisogno".

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