La forza della cooperazione sociale


17 SET 2009 – Dopo un anno esatto dall’inizio della crisi finanziaria, la recessione sembra essersi fermata. I segnali di ripresa sono però ancora contraddittori e in autunno si temono colpi di coda su occupazione e welfare.E’ in questo clima di incertezza che inizia la stagione congressuale dei settori di Legacoop. I primi appuntamenti in agenda riguardano la Cooperazione Sociale. Lunedì 21 settembre 2009 alle ore 15,00, infatti, si svolgerà l’Assemblea Interprovinciale delle Cooperative Sociali di Modena e Reggio, chiamate a discutere il documento nazionale e le proposte integrative emerse dal Coordinamento dei responsabili provinciali. Sede dell’Assemblea sarà un “luogo di confine”: la Cooperativa Sociale “Lo Stradello” di Via Munari, 7 a Pratissolo Scandiano (RE).Le indicazioni conclusive guideranno i presidenti delle cooperative nel successivo momento di confronto: l‘Assemblea Congressuale Regionale del 23 settembre a Bologna durante la quale verranno nominati i 62 delegati (tra cui 7 modenesi e 12 reggiani) che parteciperanno al Congresso Nazionale di Legacoopsociali dell’8 e 9 ottobre a Roma. “Le 23 cooperative sociali di tipo A e B che aderiscono a Legacoop Modena – spiega Albano Dugoni, responsabile provinciale del settore – stanno affrontando la crisi cercando di coniugare gli obiettivi di solidarietà con quelli dell’efficienza gestionale e si presentano all’appuntamento congressuale con punti di forza e di debolezza”.“Di forza perché oggi rappresentano – continua Dugoni – quel privato sociale che sta contribuendo al buon livello del welfare locale, rispondendo a bisogni sociali emergenti e sempre più estesi anche con la gestione di strutture complesse. E testimoniano questo accresciuto ruolo anche alcuni indicatori aziendali, come lo sviluppo nel 2008 di un valore della produzione di 67,7 milioni (+ 10,1% sul 2007), la crescita degli addetti a 2.188 unità e un patrimonio netto di 12,7 milioni di euro”.LE CRITICITÀ“D’altro lato – ammette Albano Dugoni – restano problemi come quello della redditività aziendale. Gare al ribasso (non tutte le Amministrazioni ricordano che la L.381 prevede per gli appalti sotto soglia l’affidamento diretto alle cooperative di tipo B, quelle per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate…), allungamento dei tempi di pagamento da parte di pubblici committenti e scarso riconoscimento dei costi del lavoro rendono ancor più gracili strutture già deboli. Non esistendo in pratica utili d’impresa, le cooperative hanno difficoltà ad autofinanziarsi per gli interventi strutturali e innovativi necessari”.“Dovranno quindi guardare al mercato che cambia ricercando nelle competenze interne, nella formazione e in una maggiore innovazione le risorse in grado di vincere la sfida in corso. Sfida che significa superare il ruolo attuale di collaboratore e cooperatore del committente e diventarne partner per le politiche di investimento di lungo periodo”.“Per diventare poi produttori e fornitori di un servizio diretto, semmai con la proprietà delle strutture assistenziali,- conclude Dugoni – servirebbe un’ulteriore fase di consolidamento e di integrazioni aziendali: percorsi che troverebbero l’appoggio del sistema cooperativo e delle sue finanziarie”.LA COOPERATIVA LO STRADELLOSe non potete essere un pino sul monte,siate una saggina nella valle,ma siate la migliore piccola sagginasulla sponda del ruscello.Se non potete essere un albero,siate un cespuglio.Se non potete essere una via maestra,siate uno stradello.Siate il meglio di qualunque cosa siate.(citazione liberamente tratta da Martin Luther King)http://www.lostradello.it

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