La Fornero a Modena difende la riforma


©TrcMODENA, 8 OTT. 2012 – “La Riforma del mercato del lavoro non è stata ben accolta, ammette il ministro Fornero – ma questo non significa un fallimento della riforma”. “Il nostro obiettivo è di dare maggiore stabilizzazione al lavoro in ingresso contro un uso spregiudicato della flessibilità e allo stesso tempo alleggerire i vincoli in uscita”. A Modena, intervenendo a un convegno sulla riforma del lavoro organizzato dall’Università in concerto con la Provincia, Elsa Fornero tocca i punti principali della sua riforma: sottolinea quello che non funziona (“Alcune innovazioni non hanno funzionato come si sarebbe voluto e hanno creato forme di precariato”). Dai problemi riscontrati coi contratti a tempo determinato, Fornero passa poi all’apprendistato che deve diventare la strada tipica per i giovani per entrare nel mondo del lavoro, “abbattendo i tempi tra la fine della scuola e l’ingresso nel lavoro”. “Non siamo contro le imprese – insiste il ministro, – sono le imprese a creare lavoro – lavoro che nel futuro verrà sempre meno dal finanziamento pubblico – ma è vero che negli ultimi 15 anni in Italia la produttività è stata stagnante se non decrescente”. Non vuole demonizzare le partite Iva, anche se il ministro ammette “avrei materiale per far ridere anche Crozza per come vengono utilizzate”. Fornero si dice pronta a discutere con il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi “ma la riforma non si smantella – quindi torna sui giovani: “Non dico niente di nuovo quando affermo che i giovani sono ai margini del mercato del lavoro". Lunghi applausi per il ministro al termine del suo intervento e solo un botta e risposta con una rappresentante dei sindacati autonomi (“Il Governo odia i lavoratori e le lavoratrici”) Fornero non si scompone e invita la contestatrice a un incontro privato che ha poi avuto luogo in una saletta riservata.

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