La forma del Made in Italy alimentare


REGGIO EMILIA, 3 SET. 2010 – L’America ci ama. O meglio ama il Parmigiano Reggiano. Lo dicono i dati delle vendite del Re dei formaggi: da gennaio a maggio 2010 l’incremento di fatturato negli States è stato del 37%. In generale a volare è tutto l’export, con un quasi 30% di produzione che finisce fuori dall’Italia. Numeri che hanno consentito al Parmigiano, dopo cinque anni di fatiche, di uscire dalla crisi. Tant’è che oggi il prodotto potrebbe fare da traino alla riscossa all’estero del Made in Italy alimentare. Complice del successo in diversi paesi è stata anche la riduzione del valore dell’euro rispetto al dollaro. A confermare la nuova conquista degli Stati Uniti da parte del Parmigiano-Reggiano c’è l’accordo siglato dal Consorzio con il colosso della ristorazione e distribuzione Eataly, che ha aperto mercoledì un megastore nel cuore di New York. Nella Grande Mela la catena dispone di 7.000 mq dedicati a ristoranti, aree di degustazione e punti d’ acquisto. In una nota del Consorzio si legge che nello store il Parmigiano "avrà la preminenza della visibilità nel punto vendita dei formaggi e una prevalenza nelle promozioni."L’alleanza con Eataly – continua il comunicato – è inedita negli Usa, ma è invece consolidata in Italia e risale alla prima apertura di Eataly a Torino (2,5 milioni di visitatori ogni anno). A New York il fondatore e presidente della catena, Oscar Farinetti, punta ad un numero di clienti che si attesta tra i quattro e i sei milioni all’ anno. "Si tratta di una vetrina eccezionale – ha commentato il presidente del consorzio, Giuseppe Alai – per un prodotto come il nostro, che sin dall’ inizio dell’attività è stato scelto da Eataly come punto di forza della sua selezione di prodotti d’eccellenza, grazie al fatto che è del tutto naturale".

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