La Fonderia Scacchettiè più forte del sisma


©TrcMODENA, 3 OTT. 2012 – Un capannone crollato, un altro fortemente danneggiato e con il tetto da rifare. Il terremoto che ha colpito così duramente nel polo industriale di San Felice, ha provocato un vero e proprio disastro anche nel sito della storica Fonderia Scacchetti, che da oltre 30 anni opera nel campo delle fusioni di leghe leggere. Ma il tempo di disperarsi non c’è stato. Perché se i tuoi clienti hanno nomi prestigiosi, come Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, McLaren o General Motors, fermare l’attività avrebbe significato bloccare una filiera che, tra Italia, Europa ed Asia, conta oltre 20mila addetti. E allora, ecco il momento di rimboccarsi le maniche. Il primo passo è stato estrarre i macchinari dalle macerie, il secondo spostare uomini e mezzi in altri siti produttivi. Solo temporaneamente però, senza mai farsi sfiorare dall’idea di abbandonare tutto, di spostarsi definitivamente. “Il legame con il territorio e con i più importanti marchi dell’automotive italiano e straniero – ci hanno detto in azienda – è troppo forte. Un inestimabile valore aggiunto per i nostri prodotti: rinunciarvi sarebbe stato davvero controproducente”. Anche per questo l’attività non si è mai fermata: già a luglio una prima unità produttiva era rientrata in funzione, per realizzare un componente meccanico da spedire in Thailandia. Senza quella fornitura il danno economico sarebbe stato ingente. E proprio per non rischiare di perdere prodotti di qualità ed altamente competitivi, sono stati gli stessi clienti ad offrire una prima ricollocazione. E’ il caso della Ferrari, ad esempio, che si è offerta di ricollocare all’interno del suo polo “leghe leggere” alcune lavorazioni, ospitando a Maranello dipendenti ed attrezzature. Per la Fonderia Scacchetti si è trattato comunque solo di uno spostamento temporaneo: ad oggi tutte le unità produttive sono tornate nella sede di San Felice ed operano quasi a pieno regime. L’80% dei dipendenti è rientrato al lavoro.

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