La Fondazione Manodori sempre più in affanno


© TelereggioREGGIO EMILIA, 18 NOV. 2011 – Solo due settimane fa la Fondazione Manodori aveva deciso di ridurre del 25 per cento le erogazioni di contributi alla comunità locale, da 10 milioni di euro a 7 milioni e mezzo, tagliando sulle voci della sanità e della cultura. Ora una nuova tegola si è abbattuta sulla Fondazione guidata da Gianni Borghi.Il gruppo bancario Unicredit ha deciso nei giorni scorsi una maxi-ricapitalizzazione e l’azzeramento dei dividendi relativi al bilancio 2011. Ciò significa che la Manodori vede sfumare circa 4 milioni e mezzo di euro di quella cifra di 7 milioni e mezzo su cui contava per soddisfare le richieste di contributi da distribuire nel 2012.Il consiglio generale è chiamato a una difficile scelta: calare ulteriormente la scure sulle erogazioni oppure intaccare ancor più pesantemente quel ‘tesoretto’ di riserve che era stato costituito coi dividendi molto più abbondanti del triennio 2006-2008. C’è da pensare anche al futuro, nel caso continuasse in Unicredit la politica della lesina verso gli azionisti.Fra i grattacapi del consiglio Manodori anche il rebus ricapitalizzazione. Sottoscrivere la propria quota di aumento di capitale Unicredit, che costerebbe l’insostenibile cifra di 52 milioni di euro, o non sottoscrivere lasciando diluire il proprio pacchetto azionario di più della metà, dall’attuale 0,8 per cento a uno 0,3 per cento? Più probabile una via di mezzo, cioè la vendita dei diritti di opzione sulle azioni per poi riacquistarne una parte.Prima di decidere, con la consulenza di Prometeia, Gianni Borghi ha detto di voler attendere l’assemblea di bilancio dei soci Unicredit, fissata per il 15 dicembre, e la decisione sul prezzo delle nuove azioni fissata per il 7 gennaio. Sarà un Natale tormentato quello della Manodori.

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