La Fondazione Manodori paga la crisi


© TelereggioREGGIO EMILIA, 19 APR. 2012 – 26 APR. 2012 – Crisi finanziaria e scelte sbagliate: un cocktail micidiale che per adesso costa alla Fondazione Manodori quasi 10 milioni di euro di perdite su 23 di investimenti in titoli azionari. Per adesso, perché l’operazione di pulizia dei conti decisa dai vertici della Fondazione è limitata alla svalutazione dei pacchetti di azioni Enel, Banco Popolare e Iren, quest’ultima addirittura per la seconda volta in due anni. Sui titoli Unicredit, le cui attuali quotazioni di mercato sono ampiamente inferiori al prezzo di carico (4,7 euro), la Fondazione ha invece deciso anche quest’anno di prendere tempo, sperando in una ripresa. Una svalutazione avrebbe un impatto devastante sui conti.Su Enel, Banco Popolare e Iren le perdite sono troppo marcate e le possibilità di recupero praticamente nulle. E così la Fondazione ha deciso di svalutare di 7,5 milioni di euro i pacchetti azionari delle tre società. Contando anche i 2,2 milioni di svalutazione delle azioni Iren decisa un anno fa, si arriva a sfiorare i 10 milioni di minusvalenze. L’effetto dell’operazione è stato quello di mandare in rosso i conti della Manodori, per la prima volta nella sua storia più che ventennale. Il bilancio 2011 approvato dal consiglio di amministrazione si chiude dunque con un disavanzo di 3 milioni di euro.Il consiglio ha anche ritoccato nuovamente al ribasso le erogazioni del 2011. Alla fine dell’anno scorso erano state tagliate da 10 milioni a 7. Ora si è deciso con un’ulteriore sforbiciata di ridurle a 6 milioni. D’altra parte, la cautela è un dovere con l’aria che tira. Un esempio: ancora pochi mesi fa, dalle sue partecipazioni in Unicredit, Enel, Iren e Banco popolare, la Fondazione stimava di incassare quest’anno 5 milioni e 600mila euro di dividendi. Ne arriveranno appena 400mila.

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