La Fondazione Manodori ci ripensa


©TelereggioREGGIO EMILIA, 10 GEN. 2012 – Il terremoto borsistico che sta investendo Unicredit ha spinto la Fondazione Manodori ad una decisione clamorosa: quella di congelare le decisioni assunte il 22 dicembre scorso dal consiglio generale sulla partecipazione all’aumento di capitale della banca. Prima di Natale, gli organi dell’ente avevano deciso di aderire all’aumento di capitale in una misura del 40% circa, senza esborsi di denaro, ma finanziando la sottoscrizione attraverso la vendita dei diritti di opzione sul restante 60% delle azioni. Una vendita che avrebbe dovuto fruttare circa 24 milioni di euro.Ma in questi giorni lo scenario è completamente cambiato. Il titolo è precipitato a 2,28 euro e anche oggi ha perso il 13%. La seduta si è trasformata in un calvario, con continue sospensioni del titolo per eccesso di ribasso. Ma l’aspetto cruciale per la Manodori è il vero e proprio crollo delle quotazioni dei diritti, che nel primo giorno dell’aumento di capitale hanno perso il 65%.Il presidente Gianni Borghi ha deciso di convocare d’urgenza per oggi il consiglio generale e il consiglio di amministrazione della Fondazione per riesaminare le decisioni assunte meno di 20 giorni fa. Di fatto, l’effetto di quelle decisioni è già sospeso: oggi, infatti, la Manodori non ha venduto i diritti in suo possesso. Se anche lo facesse nei prossimi giorni, la somma che incasserebbe sarebbe largamente inferiore a quella necessaria per sottoscrivere l’aumento di capitale nella misura ipotizzata.

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