La Fiom paralizza Bologna per dire no al contratto


BOLOGNA, 6 DIC. 2012 – Sono arrivati fin sotto le Due Torri, nel centro di Bologna, tracimando lunga tutta via Rizzoli e buona parte di via Ugo Bassi dopo aver bloccato la circolazione sui viali. Oltre cinquemila tute blu della Fiom, in arrivo su oltre 120 pullman da tutta l’Emilia-Romagna, hanno manifestato oggi la loro contrarietà e il loro sdegno verso un contratto, siglato da Fim-Cisl e Uilm-Uil con Federmeccanica e Assistel che riguarda 1,6 milioni di lavoratori e prevede per il triennio 2013-2015 un aumento di 130 euro, sorta di lasciapassare verso nuova flessibilità."Con questa manifestazione – ha scandito dal palco montato proprio innanzi alle Torri, il segretario generale della Fiom-Cgil, Bruno Papignani – diciamo che questo contratto separato non passerà nei luoghi di lavoro. Ho sentito le dichiarazioni degli esponenti" nazionali di "Cisl e Uil: i padroni ci vogliono far fare una brutta fine ma noi siamo pronti". Di fatto, ha proseguito il numero uno della Fiom emiliano-romagnola, "si è cancellato il contratto collettivo nazionale di lavoro: noi non lo potremo permettere. Hanno calpestato ancora una volta la democrazia – ha puntualizzato ancora – e l’accordo del 28 giugno non esiste più perché se gli accordi non si applicano non sono accordi. Avete la faccia di venire in fabbrica? – ha chiesto rivolgendosi ai vertici di Fim e Uilm – avete la faccia di spiegare il contratto e farlo votare ai lavoratori?. Il contratto collettivo nazionale – ha chiosato – non è dei sindacati, è dei lavoratori. Dobbiamo continuare con manifestazioni come questa: democratica, non violenta, ma decisa".Il corteo bolognese della Fiom, cui si sono aggiunti i collettivi degli studenti Cas, Cua e Labas, era partito, dopo le nove da Piazza di Porta Saragozza aperto da uno striscione condotto da sole donne con scritto ‘Diritti sul lavoro’. Papignani e alcuni dirigenti della Fiom, hanno anche ricordato la memoria delle dodici vittime della battaglia di Porta Lame del novembre 1944, posando una corona di fiori e mostrando il pugno chiuso alzato. Sul palco – dal quale sono state fornite le adesioni allo sciopero in diverse aziende tra cui la Ferrari (adesione al 50%), la Lamborghini (75%), la Breda Menarini Bus (100%) e la Ima (80%) – Papignani non ha mancato di lanciare una frecciata alle istituzioni. "Ho visto che ieri Pisapia è andato sul palco in Lombardia – ha detto – Qui non ci sono, ce ne faremo una ragione".Oltre a lui sono saliti diversi lavoratori, oltre a un rappresentate degli studenti medi e il segretario generale della Cgil Emilia-Romagna secondo cui "non riusciranno mai a eliminare la Cgil e la Fiom: l’Italia non può diventare una grande Fiat e il tempo sarà galantuomo". Obiettivo unanime degli interventi, il comportamento tenuto dai Fim e Uilm, "sindacati complici che non nomino neanche", traglia corto Marco Baraldi, della Rsu alla Vm di Ferrara tra gli applausi della marea Fiom che ha invaso Bologna.

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