La Fiom: contro la crisi i contratti di solidarietà


BOLOGNA, 31 LUG 2009 – Meglio i contratti di solidarietà che la cassa integrazione: come strumento per sopravvivere alla crisi sono più flessibili e vantaggiosi. E’ la proposta della Fiom Cgil di Bologna, che, incontrando la stampa, ha riportato il caso dell’azienda Verlicchi di Zola Predosa, dove è stato firmato un contratto di questo tipo.Per il sindacato, questa può essere la via per salvare l’occupazione in un territorio "che rischia di trovarsi, a settembre, con 5-6 mila lavoratori in meno". Per i 192 operai dell’azienda (che produce telai di moto per varie aziende, tra cui Ducati, Morini, Honda) è stata applicata una riduzione di orario del 38,6%: poco meno di due giorni a settimana. "Una soluzione – ha spiegato Nicola Pratelli, della segreteria Fiom – che permette di conservare le professionalità all’interno dell’azienda: in questo caso, sono stati evitati 70 esuberi. Per ogni giorno in cui il lavoratore sta a casa, l’Inps paga il 70% dello stipendio percepito, e restano intatti Tfr, ferie, premio di risultato. Nel caso la riduzione di orario lavorativo superi il 30%, l’impresa ha il 35% di sgravio contributivo. E se le condizioni cambiano, può richiamare i dipendenti al lavoro in qualsiasi momento"."Le aziende – ha aggiunto Bruno Papignani, segretario generale Fiom – con i contratti di solidarietà hanno meno oneri che con la cassa integrazione, e non esistono svantaggi". Tuttavia, se nella filiera automotive, prima della Verlicchi, avevano già optato per questa soluzione altre quattro aziende, su larga scala la strada dei contratti di solidarietà è poco battuta. "E’ una scelta politica – ha spiegato Papignani – I contratti di solidarietà richiedono alle imprese di pianificare la produzione a medio-lungo termine, e per farlo bisogna essere imprenditori, non padroni. Serve coesione del tessuto produttivo: i committenti devono garantire una stabilità degli ordini, insomma non delocalizzare per scelte speculative". Per questo i vertici della Verlicchi hanno indirizzato una lettera ai clienti per sottolineare la necessità di una continuità degli ordinativi. La Fiom proporrà questi contratti per altre aziende in crisi (tra queste Gima, Siderit, Dugonrulli, Minarelli). "Ma in tutti gli accordi firmati finora – ha aggiunto Papignani – c’é da registrare la latitanza di Unindustria".

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