La Fiom a Cervia insiste sullo sciopero generale


CERVIA (RA), 4 FEB. 2011 – "Se vogliamo riconquistare il contratto nazionale, gli accordi di Mirafiori e Pomigliano devono saltare: so che è difficile, ma è una cosa che bisogna fare perché non è possibile entrare in quell’accordo dalla finestra". E’ il messaggio lanciato, in conclusione dell’assemblea nazionale della Fiom, dal segretario Maurizio Landini che ha anche fissato i prossimi obiettivi per il sindacato in vista dell’elaborazione della piattaforma per il rinnovo dei contratti. Da qui a settembre la Fiom prevede di organizzare un percorso di dibattito in tutti i luoghi di lavoro che arrivi poi ad una nuova assemblea nazionale che definisca la piattaforma con la quale la Fiom cercherà di tornare a firmare il contratto nazionale, dopo la disdetta di Federmeccanica e dopo gli accordi separati che l’hanno esclusa. La forte dialettica con la Cgil – in particolare sul tema dello sciopero generale – ha impedito la conclusione dell’assemblea con una votazione unitaria. Landini ha comunque confermato un largo consenso nelle tute blu della Cgil con il voto favorevole di 375 delegati contro i 107 della minoranza che fa capo a Fausto Durante e che è più vicina alle posizioni della Cgil e di Susanna Camusso.Secondo Landini, la Cgil deve rapidamente convocare un direttivo per discutere della situazione dell’Italia, che tenga insieme le vicende politiche e le richieste che la Fiom ha avanzato con gli scioperi del 27 e del 28. "Le nostre manifestazioni – ha detto – hanno riscosso un successo che da anni non si vedeva, con la partecipazione anche di molti non iscritti: la Fiom sente sulle sue spalle un peso più alto di quello che può portare. Quella domanda arrivata da quelle piazze chiede alla Cgil di essere in grado di assumere e allargare quel movimento, perché per questa mobilitazione non ci sono solo ragioni sindacali, ma anche politiche e sociali. Bisogna avere l’obiettivo di far cadere il governo, perché la nostra preoccupazione è che l’atteggiamento inaugurato col modello Marchionne non si fermi al settore dei metalmeccanici. Per questo ci vuole un’azione di tutte le categorie e di tutta la Cgil".Nel corso della giornata c’è stato anche un riferimento al volantino della Fiom intitolato "Boia chi firma", che è apparso sulla bacheca della Magneti Marelli di Crevalcore. "Usa la parola ‘boia’ perché, come i tagliatori di teste, i sindacati che hanno firmato l’accordo di Mirafiori avrebbero tagliato i diritti dei lavoratori": questa la spiegazione data da Domenico Lisi, delegato Fiom all’interno dello stabilimento, che ha ridimensionato le critiche della Cisl per i toni usati nel volantino. Sostenendo anche che il documento sia un’iniziativa delle Rsu, e non del suo sindacato."A parte il titolo, non ci sono allusioni pericolose agli altri sindacati. Il resto sono posizioni della Fiom sull’accordo Mirafiori, già note", ha continuato Lisi. A proposito dello sciopero, nel volantino si legge: "In puro stile fascista si impone a tutti i lavoratori e a tutte le sigle sindacali di firmare l’accordo e di non poter più protestare". Nello stabilimento di Crevalcore lavorano circa 320 lavoratori e, sempre secondo il delegato Fiom, alle ultime elezioni di novembre la federazione dei metalmeccanici della Cgil ha ottenuto il 70% dei consensi.

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