La filiera conta


17 MAG. 2012 – Gli occhi sulla filiera. A posarceli è Ccpb, organismo di controllo e certificazione con sede a Bologna. Da sempre punto di riferimento per il settore biologico, a Ccpb è venuto in mente di proporre un nuovo strumento, valido anche e soprattutto per le produzioni convenzionali. Si tratta di un certificato che valuta l’impatto sull’ambiente causato da tutto il percorso compiuto da un prodotto agroalimentare (o agroenergetico, nel caso in esame sia presa una produzione destinata a diventare combustibile). Il marchio di certificazione porta la scritta "Impatto Ambientale Verificato" e si avvale del contributo tecnico e scientifico di un team, partner di Ccpb, che comprende il Cnr Ibimet di Bologna, la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e il laboratorio Lca Lab, spin-off di Enea.Lo strumento messo a punto da Ccpb intercetta un’esigenza sempre più diffusa tra i consumatori: mettere nel carrello articoli di cui si conosce il consumo di risorse che li ha portati fino al supermercato. Dall’utilizzo di acqua, a quello di carburanti, ai quali consegue un’emissione di gas serra. Nel calcolo dell’impronta ecologica vengono considerati anche "l’uso del suolo, il potenziale acidfificante ed eutrofizzante dell’acqua e l’incidenza della quota di energia da fonti rinnovabili sul totale dell’energia utilizzata", spiega Fabrizio Piva, amministratore delegato di Ccpb srl.Consumatori più consapevoli da una parte e dall’altra obiettivi europei volti a ridurre il cambiamento climatico portano a un diverso comportamento dei grandi player, a partire dalla Gdo. Ed è proprio dalla Grande Distribuzione Organizzata che arriva la richiesta di scandagliare un’intera filiera. Con uno strumento di analisi olistico è infatti possibile, ad esempio, intervenire sul tratto di percorso che genera dispersione di risorse. Così che alla fine a migliorare, oltre l’immagine dell’azienda, sono anche i conti. Il nuovo modello di certificazione per le filiere agroalimentari ed agroenergetiche è stato presentato alla stampa martedì scorso a Milano. In cosa consiste e come funziona viaEmilianet se lo è fatto spiegare dai suoi ideatori.

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