La Ferrari annega nel diluvio malese


5 APR. 2009 – Un weekend da dimenticare, il secondo consecutivo in una stagione che peggio non poteva cominciare. Le Ferrari chiudono con zero punti mondiali anche il Gran Premio di Malaysia. Inutile il richiamo all’ordine che in settimana era arrivato dal Presidente Montezemolo: le altre scuderie sono ancora lontanissime.Eppure la gara delle rosse comincia bene, con Raikkonen che passa alla prima curva dalla settima alla sesta posizione e dà l’impressione di poter avvicinare il gruppo di testa, formato da Rosberg, Trulli, Barrichello e Button, autore di una brutta partenza dalla pole. Anche Massa parte bene, guadagnando la dodicesima posizione (partendo dalla sedicesima). Raikkonen rimane però molti giri incastrato dietro ad Alonso, molto più lento di lui, mentre il quartetto di testa scappa. Poi, quando finalmente il finlandese riesce a superarlo, arriva la pioggia a sconvolgere gli equilibri.E per la Ferrari sarebbe stato meglio che la pioggia fosse arrivata un po’ prima: con una decisione azzardatissima il team di Maranello ha montato sulla macchina di Raikkonen gomme da bagnato quando ancora non era cominciato a piovere. Risultato: il finlandese ha perso un minuto e mezzo in tre giri e ha distrutto le gomme, dovendo poi comunque tornare ai box per cambiarle.Strategia opposta per il team Brawn, che, forte dell’esperienza dello stratega ex Ferrari, ha saputo montare gomme da asciutto sulle sue macchine anche per un solo giro.Con l’arrivo effettivo della pioggia, la gara è diventata rocambolesca, con Button che guadagna la testa e gli altri team indecisi sulle gomme da montare, se intermedie o da pioggia estrema. A guadagnare dal rodeo dei pit-stop sono soprattutto la BMW di Heidefeld, la Toyota di Glok e la Red Bull di Webber. La situazione diventa drammatica per i piloti, con una visibilità ormai compromessa. La direzione di gara decide quindi di fermare la corsa, e comunica, dopo 70 minuti di attesa, che non c’è più tempo. Vince meritatamente Button, davanti a Heidfeld e Glock. A seguire in zona punti Trulli, Barrichello, Webber, Hamilton e Rosberg. Punti mondiale dimezzati, poiché la gara non è andata oltre i due terzi della percorrenza. Le Ferrari chiudono rovinosamente, con Raikkonen ritirato per problemi al Kers e Massa che riesce ad agguantare una misera nona posizione. Un weekend devastante per le rosse, cominciato con l’illusione dei buoni tempi nelle libere di venerdì, continuato con l’errore madornale nelle qualifiche, quando Massa è rimasto fuori dai primi quindici per pura presunzione, e finito con l’azzardo delle gomme da bagnato e la rottura del Kers di Raikkonen. A due anni dall’uscita dal team di Ross Brawn, dispiace dirlo, la Ferrari è ancora orfana di uno stratega di livello.

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