La doppia morale della Lega Nord


9 SET 2009 – Leggere il paginone che il Corriere dedica ai verbali dell’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini è come leggere una pagina di Proust. Un elenco lunghissimo di nomi e di date e di avvenimenti descritti nel dettaglio dal quale però non si esce con un senso di noia ma con il fascino della grande narrativa, quasi ipnotizzati come se quella pagina, quell’elenco non dovesse finire mai.“Ho accompagnato in una occasione Terry De Nicolò a casa del presidente Berlusconi a Roma, tacendo allo stesso gli accordi da me presi con la De Nicolò e la vera attività dalla stessa svolta…”.“Sonia Carpendone, detta Monia, era da me conosciuta come una persona che a Milano esercitava la prostituzione, sicché sempre nella prospettiva che la stessa potesse effettuare prestazioni anche in favore del presidente Berlusconi, la invitai a Roma pagandole il biglietto aereo e le spese di soggiorno”.“Barbara Guerra l’ho conosciuta a Milano presentatami da un mio amico Peter Faraone, mentre Ioana Visan detta Ana l’ho conosciuta tramite lo stesso Peter o Massimo Verdoscia. Sapevo che Barbara Guerra era una donna dello spettacolo mentre sapevo che Ioana era una escort…”Eccetera eccetera eccetera.Se alla fine i verbali si dimostreranno veri e soprattutto se alla fine ci sarà una conclusione giudiziaria (non certo per il Presidente Berlusconi immunizzato dal Lodo Alfano) si vedrà.Però l’elenco delle signorine e delle prestazioni sessuali a pagamento lascia davvero il lettore senza fiato.Un anno fa, era il giugno 2008, la guardia di Finanza chiese alla signorina Z. C., 32 anni, uruguayana residente a Parma, la bella somma di 90mila euro di tasse da detrarsi dal congruo gruzzolo di 357mila euro, guadagni presunti della sua attività di prostituta in città. Pagheremmo anche, sostenne il legale della donna. Purché oltre ai doveri ci vengano riconosciuti anche i diritti: tutela, regolarizzazione e assistenza che in Italia ora non ci sono. Il leghista Roberto Corradi, parmigiano e consigliere regionale Lega Nord, sostenne a gran voce non solo le ragioni del pagamento della multa ma anche la tesi (al diavolo i diritti!) che la donna fosse espulsa immediatamente dall’Italia e che le venisse immediatamente revocato il permesso di soggiorno. Erano i tempi della “carta di Parma”, quella sciagurata dichiarazione a cui ha aderito più di un sindaco di centrosinistra e benedetta dal ministro Maroni ancor prima del “pacchetto sicurezza”.Ora una domandina a Corradi & co vorremmo farla: chiederanno i leghisti lo stesso rigore fiscale anche per le signorine invitate a casa del “loro” presidente del consiglio? O in questo caso si tureranno bocca, naso ed entrambi gli occhi? La risposta ce l’abbiamo già visto il silenzio tombale di queste settimane. Chissà però che almeno per una volta i leghisti, a sorpresa, non passino dalle parole ai fatti…

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