La democrazia è in bilico. Appello di “Libertà e Giustizia”


"La democrazia è in bilico": a scriverlo è "Libertà e Giustizia", l’associazione nata nel 2002 a Milano per far sentire la voce di quei cittadini che, consapevoli della crisi della classe politica, cercano "gli strumenti culturali per unirsi e cambiare, per contare insieme, per far valere il loro impegno civile". "Libertà e Giustizia" ha pubblicato su Repubblica un appello per la difesa della democrazia, dal titolo "Rompiamo il silenzio". L’associazione invita chi intende aderire all’appello a sottoscriverlo sul suo sito. L’appello ha come primi firmatari Gustavo Zagrebelsky, Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Sandra Bonsanti, Umberto Eco, Giunio Luzzatto, Claudio Magrisi, Simona Peverelli, Guido Rossi, Elisabetta Rubini e Salvatore Veca."Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale: – si legge nel testo – perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell’uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti". L’appello denuncia anche "il decadimento etico e istituzionale" del Paese, rispetto al quale la crisi economica è un’aggravante. La democrazia rischia di diventare demagogia, "l’investitura da parte di monarchie o oligarche di partito si mette al posto dell’elezione". Questo avviene in Italia, dove la selezione della classe politica è diventata "una cooptazione chiusa", il Parlamento "è in via di esautoramento", "la separazione dei poteri è gravemente minacciata".Il risultato, sostiene "Libertà e Giustizia" è "un regime chiuso di oligarchie rapaci, che succhia dall’alto, impone disuguaglianza, vuole avere a che fare con clienti-consumatori ignari o imboniti". E’ necessario quindi "contrastare le proposte di stravolgimento della Costituzione, come il presidenzialismo e l’attrazione della giurisdizione nella sfera d’influenza dell’esecutivo", e di "difendere la legalità contro il lassimo e la corruzione". E infine, "promuovere la cultura politica, il pensiero critico, una rete di relazioni tra persone ugualmente interessate alla convivenza civile e all’attività politica, nel segno dei valori costituzionali".

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