La crisi si ripercuote sugli spostamenti: -24% in 4 anni


BOLOGNA, 14 MAG. 2013 – La crisi economica e l’abbassamento dei livelli di consumo e di reddito delle famiglie, uniti alla riduzione dei servizi di trasporto pubblico causati dal taglio ai finanziamenti pubblici destinati al settore, si stanno pesantemente ribaltando sulla domanda di trasporto e di mobilità dei cittadini. Per effetto della crisi economica l’Italia si è fermata. Per quattro anni di fila, dal 2008 al 2012, il numero degli spostamenti non ha fatto che calare, passando nel giorno medio feriale dai 128 milioni del 2008 ai 97,5 del 2012, una riduzione del -23,9%. E’ un piano inclinato senza fine quello fotografato dal Rapporto sulla mobilità in Italia, realizzato da Isfort in collaborazione con il Centro Ricerche Hermes le associazioni di trasporto Asstra e Anav, presentato a Bologna al Convegno nazionale di Asstra. Una crisi della mobilità che si traduce in perdita di spostamenti di tutti i modi di trasporto (pubblico e privato) nell’anno più duro della crisi, il 2012, come mostra la variazione della dinamica degli spostamenti per mezzi di trasporto motorizzati in ambito urbano: rispetto al 2011, l’auto perde il 16,2% degli spostamenti, e ancora peggio motocicli e ciclomotori che perdono il 38,9 % degli spostamenti, anche l’uso dei mezzi pubblici scende ma solo del 6,6%. Una perdita relativa, perché di fatto il mezzo pubblico nel 2012 ha guadagnato comunque quote di mercato, passando da 13,5% nel 2011 a 15,1% nel 2012, contro la riduzione di quote di mercato dei mezzi privati che passano da 86,5% nel 2011 a 84,9% nel 2012. In ambito extraurbano, invece, nel 2012 l’auto mantiene la posizione di mercato aumentando la ‘quota modale’ dell’1,7%, mentre i mezzi pubblici perdono l’1,8%, un aumento del trasporto privato che si spiega anche con un maggior ricorso all’auto condivisa (car pooling). Il trasporto pubblico è riuscito a guadagnare posizioni a scapito dell’automobile, in particolare nelle aree urbane: nelle città i passeggeri saliti su autobus, tram, metropolitane, treni suburbani sono aumentati negli ultimi cinque anni del +8,2%, mentre i viaggi in automobile sono diminuiti del 19,3%. Di conseguenza, la ‘quota modale’ del trasporto collettivo, ovvero la percentuale di spostamenti motorizzati effettuati con un mezzo pubblico, è salita nelle aree urbane al 15,1% contro l’11,7% del 2007. Questi dati mostrano inequivocabilmente – è stato sottolineato – che gli italiani in tempi di crisi, con meno soldi in tasca e costretti ad organizzare la personale spending review dei propri consumi, hanno cercato di lasciare l’auto in garage qualche volta di più e per spostarsi sono saliti con maggiore frequenza su autobus, pullman o treno.

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