La crisi si riflettesui tribunali italiani


MODENA, 15 APR. 2013 – La crisi economica passa anche attraverso le aule dei tribunali italiani. Basta sfogliare i fascicoli iscritti nelle cancelliere del nostro paese per rendersi conto delle difficoltà con cui famiglie e imprese devono confrontarsi da qualche anno a questa parte. Lo ha fatto il Sole 24 Ore, che nell’edizione odierna pubblica i dati relativi al 2011, al 2012 e ai primi due mesi del 2013 arrivati da 41 tribunali o sezioni distaccate sull’intero territorio nazionale. Ferrara, Piacenza e Reggio Emilia quelli emiliano-romagnoli. Ne emerge per esempio un aumento superiore al 16 per cento dei decreti ingiuntivi per recupero crediti e al 10 per cento delle richieste di sfratto, soprattutto per morosità, a cui fa da contraltare una diminuzione delle liti sui mutui, ma anche delle separazioni e dei divorzi. Con tutta probabilità il motivo non è la maggiore solidità delle unioni, ma il costo della causa, proibitivo per molti. Tant’è che sono sempre di più le richieste di modifica degli accordi con l’ex coniuge, assegno di mantenimento in testa. In crescita sono anche, sul versante produttivo, i provvedimenti di urgenza sui licenziamenti: più 18,5 per cento l’anno scorso e più 21,5 quest’anno, se dovesse essere confermato l’andamento di gennaio e febbraio, in cui le richieste erano già 193. Il dato riflette quelli inquietanti sui ricorsi per concordato preventivo, che si sono impennati del 112 per cento in tre anni, e sulle istanze di fallimento, aumentate di oltre il 14 per cento. Il gruppo Cerved ne ha contate 280 solo nell’ultima settimana, che vuol dire 1,7 aziende chiuse ogni ora o 40 ogni giorno. Nel 2009 erano 26, nel 2011 erano 31.

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