La crisi rallenta, ma la ripresa non c’è ancora


DOMENICA 27 FEB 2011 – I venti della crisi sembrano soffiare meno velocemente sul sistema produttivo italiano che archivia il primo mese dell’anno con un incoraggiante calo del saldo (che resta comunque negativo), tra natalità e mortalità delle imprese: quasi 5.000 in meno rispetto a un anno fa. Nel primo mese del 2011 infatti le iscrizioni nei registri delle Camere di Commercio sono state 35.145, registrando una contrazione dello 0,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nello stesso mese, le chiusure sono state di poco superiori alle 55mila unità, ma ben 4.627 in meno rispetto al corrispondente periodo del 2010. Conseguentemente, il saldo tra aperture e chiusure di imprese nel primo mese dell’anno si è attestato a -20.429 unità, portando il numero delle imprese presenti nei registri camerali a fine gennaio 2011 a poco più di 6 milioni di unità. Tradizionalmente, il saldo del primo mese di ogni anno risente dell’effetto delle cessazioni decise dalle imprese sul finire dell’anno ma che, potendo essere comunicate alle Camere di commercio entro trenta giorni, vengono comunicate e quindi contabilizzate nel mese di gennaio. Questo fa sì che il bilancio d’inizio anno chiuda con valori sempre estremamente contenuti, quando non addirittura con il segno meno davanti. Pur restando negativo per oltre 20mila unità il saldo del primo mese del 2011 si segnala però per una decisa inversione di tendenza rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, riducendo in pratica di un quinto le perdite del 2010 (il 17,5% in meno rispetto alle quasi 25mila imprese che mancarono all’appello dodici mesi fa). Su questo risultato, spiega Infocamere, la società consortile informatica delle camere di commercio, hanno pesato in primo luogo il rallentamento delle cancellazioni (-7,7% rispetto al primo mese dell’anno scorso) e, in seconda battuta, la sostanziale tenuta delle iscrizioni (diminuite dello 0,8%). L’esame dei dati disaggregati su base territoriale, mette in luce come il segno meno accomuna tutte le regioni. In termini assoluti i saldi più consistenti si realizzano in Lombardia (-3.506 unità) seguita dal Piemonte (-2.061) ed Emilia Romagna (-2.008). Osservando invece la variazione percentuale del saldo 2011 rispetto a quello 2010 emerge invece che è il Lazio la regione dove, in termini relativi, il valore negativo dell’anno precedente si è più attenuato (quasi per l’80%), seguito da Toscana (-52,6%) e Veneto (-33,3% rispetto a gennaio 2010).

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