La crisi non ha risparmiato nemmeno il Natale


BOLOGNA, 4 GEN. 2013 – "La consueta analisi sull’andamento delle vendite natalizie effettuata da Confesercenti Emilia-Romagna attraverso le proprie strutture territoriali conferma le difficoltà più volte evidenziate dall’inizio della crisi ad oggi per quanto riguarda il trend dei consumi e la diminuita capacità e propensione alla spesa da parte dei consumatori. Un Natale quindi caratterizzato da sobrietà e attenzione per quanto riguarda gli acquisti, con risultati anche differenziati per prodotti e imprese, sebbene alcuni settori abbiano tenuto e non si sia verificato un crollo generalizzato delle vendite, rispetto all’anno scorso". Così Stefano Bollettinari, direttore regionale di Confesercenti, commenta l’ andamento delle vendite natalizie alla vigilia del via ai saldi. In particolare per il settore alimentare, l’andamento è stato soddisfacente e in alcuni casi con un leggero incremento delle vendite che risulta abbastanza speculare alle difficoltà incontrate dal settore delle ristorazione. Valori stabili hanno registrato anche libri, prodotti tecnologici, computer e cellulari; leggere flessioni per giocattoli e profumi; in flessione la vendita di gioielli, elettrodomestici e mobili, difficoltà più accentuate per abbigliamento e calzature. Le aspettative delle imprese ora si concentrano sulla stagione dei saldi: una stima dell’Ufficio Economico di Confesercenti Emilia-Romagna indica in 291 euro a famiglia il valore medio della spesa prevista per i saldi in regione, che si potrebbe tradurre in un ammontare complessivo di 579 milioni di euro di vendite."I saldi, con sconti che oscilleranno mediamente tra il 30 e il 50% – sottolinea Roberto Manzoni, presidente regionale Confesercenti – continuano a rappresentare una buona occasione di risparmio per le famiglie e una opportunità per gli imprenditori di recuperare le perdite registrate a causa della crisi economica, del calo dei consumi, dell’aumento di tasse e costi di gestione. Il problema però non é rappresentato tanto dall’andamento delle vendite promozionali: a preoccupare gli imprenditori sono le prospettive dell’anno appena cominciato. Con la campagna elettorale, le elezioni, la formazione del nuovo Governo e i primi provvedimenti, arriveremo quasi al 2014 senza che ancora si riesca a capire come rimettere in piedi l’economia italiana e ridare fiato alle imprese".

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