“La crisi edilizia la pagano gli stranieri”


BOLOGNA, 30 GIU. 2010 – “Nella nostra regione la crisi economica in edilizia sta mettendo a dura prova molte famiglie, ma il prezzo più alto lo stanno pagando gli immigrati, che nel nostro settore rappresentano circa il 40% della forza lavoro”. A lanciare l’allarme è Ciro Donnarumma, segretario generale regionale degli edili della Cisl, che commenta così i dati Servizio controllo strategico e statistica della Regione Emilia-Romagna. Aggiungendo che "è necessario applicare misure concrete per ridurre le disuguaglianze e tutelare i lavoratori stranieri dallo sfruttamento, soprattutto in un periodo di crisi globale come questo, dove con migliaia di lavoratori immigrati esclusi dai processi produttivi è facile  aumenti anche la clandestinità”. “E’ quindi opportuno – ha sottolineato Donnarumma – intervenire  in maniera energica con norme volte a colpire quelle imprese che sfruttando i lavoratori immigrati e recano non solo danno all’economia, vista la sleale concorrenza, sottraendo allo Stato risorse, ma che soprattutto rendono “schiavi” immigrati costretti a lavorare anche 14 ore al giorno, in assenza peraltro di qualsivoglia tutela in materia di sicurezza sul lavoro”.Secondo i dati forniti dal Servizio statistico della Regione, i cittadini stranieri residenti in Emilia – Romagna sono 462.840, in crescita rispetto al 2009 di quasi 40 mila persone. La rilevazione dimostra che l’aumento complessivo della popolazione regionale rilevato a gennaio 2010 (+39.439) è interamente collegato alla crescita della componente straniera, che ha più che compensato la riduzione, anche se lieve (-506 unità), dei residenti con cittadinanza italiana.“Questi dati – ribadisce il segretario generale della Filca Cisl ER – devono servirci per far si che la nostra Regione metta a disposizione politiche di welfare universale, attento alla centralità della persona e accessibile a chi attualmente è escluso dai servizi. Permettendo, per esempio, ai figli degli immigrati di frequentare le scuole per l’infanzia e sviluppando politiche abitative più coerenti”. E per concludere, Donnarumma ricorda gli insegnamenti di Ermanno Gorrieri “che oggi inviterebbe la Regione e gli assessori a preoccuparsi, ancor più di quanto abbiano fatto in passato, dei bisogni concreti delle famiglie, dei giovani, degli anziani e degli immigrati per costruire una società  autenticamente coesa e solidale”.

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