La crisi della meccanicaemiliano-romagnola


©TrcMODENA, 29 GEN. 2013 – L’ultimo caso è quello della Sima, storica azienda di Crespellano specializzata nella produzione di macchine per corderia ed estrusione, a rischio chiusura e senza alcuna certezza per il futuro dei 49 dipendenti. Ma l’elenco è lunghissimo. Dal 2007, ultimo anno positivo per la meccanica, al 2012 in Emilia Romagna si sono perse 3391 aziende, ma il conto è stato ancora più salato per i lavoratori con oltre 16 mila posti persi. A Modena il saldo peggiore con le imprese attive passate da 3936 a 3329, un’ecatombe. Ad aggravare il quadro, i dati sulle 2mila imprese ancora alle prese con procedure di ristrutturazione in corso. Tra queste, nomi illustri della meccanica regionale: Bonfiglioli, Electrolux, Terim, Menarini e Berco. Situazioni a rischio per quasi 48mila addetti, con il caso modenese della Terim arrivato nei giorni scorsi in consiglio comunale, anche se tra i tavoli aperti più caldi c’è quello della Bonfiglioli, colosso bolognese dei motoriduttori, che prevede 230 esuberi, tra i diversi stabilimenti tra cui quello di Vignola. Il confronto con i sindacati continua, con la Cgil di Modena che domani chiama a raccolta quadri e delegati per mettere a punto il proprio piano per il lavoro. Intanto i lavoratori iscritti a Fim e Uilm hanno approvato, con l’84% di sì, il nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici. Al referendum, organizzato nelle 225 aziende modenesi dove si applica il contratto di Federmeccanica, hanno votato in 984.

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