La crisi dell’abbigliamento, settore senza regole


©Trc-TelemodenaMODENA, 21 OTT. 2011 – Meno 0,9, -1 e -1,1. Il settore abbigliamento colpito e affondato. Le previsioni sui consumi per i prossimi tre anni anticipano una moda di tinte fosche, cupe, decisamente tendenti al nero. Crisi economica, ridotta capacità di spesa da parte dei consumatori e, fino a qualche giorno fa, pure la beffa del bel tempo con temperature estive: tutto concorre a tenere la gente alla larga dalle vetrine dei negozi.Ed ora che piove, piove sul bagnato perchè se il calo del fatturato è la prima voce che salta agli occhi, gli operatori si trovano a fare i conti con una pressione fiscale crescente, giacenze di magazzino che gravano sulla programmazione e problemi coi fornitori. Senza contare che la boccata d’ossigeno garantita al solito dai saldi di fine stagione, nel 2011 è venuta a meno. A lanciare l’ennesimo SOS di questa stagione di crisi è la Federazione Italiana Settore Moda di Confesercenti Modena: “L’ennesimo colpo alla categoria – sostiene Isabella  Sabadini – è stato inferto nel momento in cui si sono state indicate le date di inizio e fine delle vendite di fine stagione. Anziché regolamentare le vendite promozionali, si è preferito fissare in modo del tutto arbitrario l’inizio e la fine dei saldi a periodi che per nulla coincidono con il reale cambio di stagione”. Stanchi di essere descritti come una categoria di evasori fiscali, gli operatori puntano il dito contro gli studi di settore che fissano parametri su cui pagare imposte spesso superiori rispetto ai reali margini di guadagno realizzati. “A fronte di questo prospetto – ribadisce la Sabadini – siamo a ribadire la necessità di regole certe, a tutela delle tante piccole attività commerciali che, nonostante le difficoltà continuano ad animare i centri storici della nostra provincia”.

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