La crisi del Bologna calcio: manca la linea verde della gioventù in campo


21 SET 2009 – Negli stessi minuti in cui, in quel di Londra, debuttava col Chelsea in Premier League un diciottenne di Sala Bolognese, Fabio Borini, allo stadio Meazza di Milano si chiudeva malinconicamente assai la trasferta del Bologna, perdente per 1-0 nella gara contro il Milan. Si possono collegare i due dati di cronaca richiamati? Si può, a patto di chiarire i rispettivi casi. Borini è uno dei giovani partiti o ceduti ai tempi non memorabili, su questo tema, della presidenza Cazzola. Trasferitosi a Londra due anni fa, ha già fatto panca in Champions, segna gol a raffica nelle giovanili e Ancelotti di lui ha detto che gli pare un Inzaghi giovane.La sconfitta del Bologna a Milano è, poi non tanto indirettamente, collegabile all’evento londinese poiché i rossoblù hanno disputato una mediocrissima partita (eufemismo migliorativo della realtà) contro un Milan capace di passare solo al 75’ e non certo in grande giornata, anzi. Ebbene, in questo contesto, i rossoblù hanno tirato in porta un paio di volte, solo dopo essere passati in svantaggio e comunque, per tutto il primo tempo non hanno superato quasi la linea centrale. Ora, si può disquisire sino alla consunzione di tattica e di mille altre cose, ma la squadra dei Menarini e di Papadopulo appare già in notevole difficoltà a fare gioco ed a finalizzare, tanto è vero che ha segnato una sola rete su palla inattiva alla prima di campionato e non ha ancora conquistato i 3 punti, sigillo fatidico della vittoria.Ebbene, portiere a parte, mi sento di sostenere che al Bologna, fra le altre cose, manca moltissimo la linea verde della gioventù in campo, la voglia di qualche ragazzo di mettersi in mostra di mettersi alla prova, di non essere omologato con il gruppo di mestieranti che tirano la fine di ogni partita senza dare segno alcuno di meriti o di capacità in grado di evitare la ripetizione di passate burrascose stagioni. Ditemi che sono illuso, ma un difensore come Bassoli, un centrocampista come Casarini ed un attaccante come Pasi dovrebbero essere gettati nell’agone, proposti in squadra per qualche probante verifica. In ogni modo è sicuro che farebbero meglio di quelli che oggi hanno il posto assicurato. Alle corte, il Bologna oggi è in cattive acque e se non batte il Livorno mercoledì sera sarà ancora peggio, ivi compreso il possibile esonero di Giuseppe Papadopulo.Ieri, nella conferenza stampa postpartita, l’allenatore ha detto che era contento della prestazione dei suoi. E vada, un parere come un altro, sincero o meno che fosse. Ma poi ha lasciato fuoriuscire tutto il suo nervoso malumore battibeccando coi giornalisti e sposando esplicitamente la tesi secondo la quale certe domande sono suggerite da terzi per farlo fuori. Una tesi già affiorata nelle sue parole sabato in sede di presentazione. Qui non esprimo dietrologie, non ne so nulla. Ma è naturale che, eventualmente, 2 punti in 5 partite, l’assenza di gioco ed un spogliatoio non del tutto allineato facciano pensare, dall’esterno, ad un probabile esonero. Secondo me, Papadopulo invece che con la stampa o coi tifosi, farebbe bene a prendersela con la società che, stando alle sue esternazioni estive, non gli ha messo a disposizione tutti i giocatori richiesti. Lo ha detto lui e quindi ne deve chiedere ragione ai suoi datori di lavoro prima di avviarsi sul sentiero dei dietrologi. Altrimenti deve, ripeto, deve fare i nomi di chi butta il sasso e nasconde la mano.I sospetti portano a Luciano Moggi, che lo ha criticato sulla stampa e che intrattiene settimanalmente rapporti con Menarini padre. Per chi scrive tutto questo sarebbe motivo di vergognarsi, ma sembra che sia proprio così. Perché Papadopulo non parla di questo coi suoi capi? O anche lui cerca di avere stampa ed opinione pubblica solo favorevole e non critica ? Sarebbe bello, ma non è possibile dimenticare l’annata passata. A proposito della quale l’allenatore rossoblù si è definito autore del miracolo salvezza, dimenticando che il Bologna è stato salvato soprattutto da Milito e dal Genoa, altro che chiacchiere. Ed in parallelo i Menarini non dimentichino che portare gente a Funo o a Castenaso con squadre come quella di oggi sarebbe una impresa impossibile per tutti. E’ senza dubbio arrivata l’ora della sveglia, ma chi la potrà dare?

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