La corazzata rossonera contro un Bologna in risalita


Il risultato è di quelli rotondi (Bologna-Milan 1-4), magari formatosi in modo leggermente singolare. Ma quanto al verdetto ed ai punti in palio, pochi, pochissimi si illudevano sotto le due torri. La corazzata rossonera contro un Bologna in risalita ma chiaramente inferiore nei giorni seguenti la saga di Kaka’ che ha tenuto le prime pagine per giorni e giorni…. . Al di là di tutto il Bologna ha resistito fin verso la fine del primo tempo, siccome dopo l’espulsione di Mudingayi non c’è stata più partita. E la cosa non ha sorpreso nessuno. Bisogna però aggiungere che il Bologna ha fatto il suo, zavorrato enormemente dalla inferiorità numerica ma non addomesticato se è vero che Abbiati si è prodotto in due impegnative parate su tiri di Di Vaio e che ha cercato di manovrare sino alla fine pur sapendo di non avere fulmini di guerra per tentare il contropiede efficace e che il palleggio milanista mettrebbe in forte difficoltà qualunque squadra, non solo in Italia. Quindi, pur soccombendo nettamente, i rossoblu non hanno ammainato la bandiera esprimendo quei tratti di grinta e di cuore instillati da Mihajlovic. Che ci volete fare, il Milan è tanto superiore che ci si potrebbe fermare qui. Ma ricordiamo anche che il miracolo era già avvenuto a San Siro un girone fa’. Però ci sono altre osservazioni in merito allo specifico visto in campo, dai giocatori all’arbitro.Marco Di Vaio ha segnato. Su rigore, ma con la fredezza e la bravura del grande attaccante. Non solamente però. Ha fatto reparto da solo, come si suol dire, e si può ben dire che Maldini e Senderos non sono stati così tranquilli. Di Vaio, allora, una bella conferma anche in una giornata no, con l’agonismo e la forza che lo sostengono sino alla fine, cosa importante per una punta di 32 anni. Pollice verso invece per Mudingayi. Il belga di colore si è fatto espellere per doppia ammonizione al 40’, il momento che ha segnato quindi il destino del Bologna. Mudi era già incorso nella medesima leggerezza 15 giorni orsono contro il Chievo. A mio avviso non è ammissibile che un giocatore costato 4, 5 milioni di euro non usi il cervello e ricada per due volte consecutive nello stesso errore. Placcare un avversario a metà campo va bene una volta ma la domenica dopo non ti puoi ripetere. Grave danno alla squadra, lucidità nulla perché si poteva spingere Pato all’esterno e perché il suo piazzamento non era per niente felice. E’ un giocatore generoso, ma macchinoso nelle movenze e questo spesso provoca mezzi disastri. O l’allenatore rimedia o il giocatore deve essere fermato siccome anche i compagni certo non possono gioire dei suoi comportamenti.La difesa del Bologna ha confermato di essere abbastanza ballerina e spesso poco affidabile. Vero che aveva a che fare con campioni e campionissimi. Vero anche che le incertezze s sono state innumerevoli e che negli ultimi giorni del mercato non si potrà prescindere dal mettere risorse nuove e migliorative in questo reparto. Sì, cara società, arrivare a fine maggio con questo organico della retroguardia significa correre rischi mortali in termini di classifica. Non ci sono alternative ad un rafforazamento reale e tangibile fin da subito.Il signor Gianluca Zambrotta è un campione del mondo. Ma nello steso tempo è un giocatore a volte simulatore e non leale. Sportivamente da non stimare. A Bologna una sua caduta in area, praticamente non causata dai bolognesi, ha generato il rigore che, trasformato, ha portato in pari il Milan. Una caduta plateale di Zambrotta, una simulazione ben fatta al 90%. Ma è lo stesso che 5 anni orsono, con la maglia juventina, combinò lo stesso scherzetto al Bologna, con la complicità di Nevdev che lo incitava a restare per terra nonostante non fosse accaduto proprio nulla di irregolare.L’arbitro Tagliavento è quello coinvolto in calciopoli per un paio di partite del Bologna che sono risultate pilotate contro i rossoblu( vedi processo in corso a Napoli). Sul rigore concesso al Milan è stato alquanto generoso, ma certo non è colpa sua se il Bologna ha perso, come spiegato prima. Piuttosto viene da chiedersi perché il buon Collina abbia partorito una simile designazione, mandando ad arbitrare il Bologna un fischietto tra i più chiacchierati circa le appena passate vicende della squadra dei Menarini. Mestiere forse non facile quello di Collina, ma un tantino di avvedutezza e di eleganza in più sarebbe assai gradito.

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