La contestazione contro Sonia Masini. La Cgil di Reggio Emilia prende provvedimenti


REGGIO EMILIA, 8 MAR. 2011 – Pubblichiamo qui di seguito una nota della Cgil di Reggio Emilia riguardante la contestazione avvenuta dinanzi a palazzo Allende in occasione della manifestazione del primo marzo."La Segreteria della Cgil di Reggio Emilia ha espresso, sin dai primi momenti, la ferma e risoluta condanna di quanto avvenuto davanti alla sede della Provincia il 1° marzo e, insieme a questo, la solidarietà alla Presidente Sonia Masini e all’Istituzione che ella rappresenta.Quei comportamenti, in particolare la violenza verbale ad ella rivolta, dei quali si sono rese protagoniste alcune persone, oltre a colpire la Presidente e la Provincia, hanno fortemente danneggiato coloro che partecipavano alla mobilitazione promossa da una pluralità di soggetti, che aveva come unico obiettivo “la rivendicazione di maggiori diritti per i migranti e la fine di ogni discriminazione”.In quella giornata manifestazioni o iniziative analoghe si sono svolte in tutta Italia – esattamente come avvenuto nel 2010 – e ad ognuna di esse la Cgil ha deciso di partecipare, ritenendo necessario che la più grande Confederazione sindacale italiana fosse a fianco dei migranti in quella importante giornata, come per altro avviene ogni giorno con la propria iniziativa. La Segreteria della Camera del Lavoro ritiene infatti necessario rilanciare l’iniziativa nel territorio sul tema della condizione e dei diritti dei migranti, che oggi rappresentano una parte assai rilevante del mondo del lavoro e della società reggiana. La Cgil ha nel proprio Dna, che le proviene da quasi 110 anni di storia e dalla capacità di rappresentare tantissime/i donne/uomini, il senso e la pratica di cosa significa lottare per la difesa e la conquista di maggiori diritti, delle libertà – inclusa quella di espressione -, mettendo sempre al centro il valore e la pratica della democrazia e della non violenza.Anche per questo respingiamo qualsiasi strumentalizzazione nei nostri confronti e consideriamo non accettabile mettere in campo polemiche pretestuose e non fondate, rivolte a nostri dirigenti, attuali o ex, presenti alla manifestazione del 1° marzo, proponendo quindi una esposizione e una strumentalizzazione personale, oltre che modalità, del tutto inaccettabili. La Segreteria provinciale della Cgil ribadisce che una grande Confederazione deve saper costruire con i movimenti, con l’associazionismo, con le istanze che provengono dal mondo giovanile e studentesco, un rapporto di dialogo e di confronto, ricercando i punti di vicinanza, fondamentali per chi rappresenta innanzitutto il mondo del lavoro, dentro una logica più complessiva di allargamento delle alleanze sociali e politiche. Ma questo rapporto, importante e necessario, ha una discriminante di fondo: la pratica democratica e non violenta delle forme di mobilitazione.La decisione di un centro sociale di compiere quegli atti, a margine della manifestazione del 1° marzo, colpisce dunque anche noi, la Cgil, essendo evidente che quanto è avvenuto – deciso, per altro, lasciando all’oscuro gli organizzatori della manifestazione – avrebbe inevitabilmente prodotto conseguenze negative verso le Organizzazioni più rappresentative, come la nostra. Quei comportamenti e quella modalità di esprimere la protesta, nelle quali certamente non si riconosce la stragrande maggioranza di chi ha manifestato quel giorno, men che meno vi si riconosce la nostra Organizzazione, sono totalmente incompatibili con i valori e i principi della Cgil.La Camera del Lavoro di Reggio Emilia partendo dalla propria elaborazione e dal proprio consolidato punto di vista, ribadendo la propria assoluta autonomia, deciderà di volta in volta obiettivi, alleanze e modalità di svolgimento delle iniziative alle quali partecipare; modalità che escludano il ripetersi di quanto accaduto il 1° marzo; alleanze solo con chi condivide e si riconosce nei principi e nelle discriminanti di fondo della nostra Organizzazione.Infine, l’insieme dei problemi sociali e politici aperti nel Paese, che vanno dai temi del lavoro, dei diritti e delle libertà, allo stato della nostra democrazia, che hanno portato la Cgil a decidere lo Sciopero Generale per la giornata del 6 Maggio 2011, richiedono lo sforzo da parte di tutti di riportare queste questioni al centro del dibattito delle forze sociali e politiche, anche di questo territorio."

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet