La Cnh è salva (per ora)


10 SET. 2009 – "Abbiamo siglato un accordo che va nella direzione giusta: è un primo passo utile e positivo per il futuro della Cnh di Imola". Ieri sera il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani è uscito piuttosto soddisfatto dal tavolo convocato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, al quale ha preso parte assieme ai rappresentanti della Fiat e quelli dei sindacati di categoria: Fim, Fiom e Uilm, Ugl e Fismic. Oltre 5 ore di confronto per arrivare ad un’intesa che prevede un anno di cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale – e non per cessazione di attività – per i 434 lavoratori dell’azienda del gruppo torinese. Ma anche il mantenimento della produzione in Italia, a Lecce, e la possibilità di trovare soluzioni alternative per la reindustrializzazione del sito romagnolo. "E’ l’obiettivo sul quale Regione e Comune hanno lavorato", ha spiegato il governatore.Anche per il segretario nazionale della Fim, Bruno Vitali, si tratta di un "accordo positivo che, però, si poteva fare prima. Arriva dopo troppi mesi di lotta. Tuttavia è una base di partenza, una premessa per costruire una soluzione industriale e occupazionale. La strada è comunque ancora in salita". Due i risultati che, secondo Enzo Masini della Fiom, "si raggiungono nell’immediato: il primo è che la Fiat manterrà la produzione del settore movimento terra in Italia, la seconda che sullo stabilimento di Imola si esce dalla logica della chiusura e fuga da questa realtà e si potrà quindi costruire una soluzione di natura industriale, oltre a rispondere a un problema di sostegno al reddito". Ha parlato di "obiettivo raggiunto" Eros Panicali, della Uilm, sottolineando che "le premesse erano complicate" e che ora "c’é il tempo per poter realizzare una riconversione sul sito di Imola e avere una garanzia occupazionale". Dello stesso parere Giovanni Centrella dell’Ugl: "L’accordo pone una salvaguardia per i lavoratori, consente di mantenere la produzione a Lecce e allo stesso tempo di trovare delle soluzioni alternative per il sito di Imola".Paolo Rebaudengo, il responsabile delle relazioni industriali della Fiat, ha spigato che la decisione è stata presa accettando "la proposta delle istituzioni che consente di ottenere la cassa integrazione straordinaria per il sostegno al reddito dei lavoratori ed il mantenimento in Italia delle produzioni della Cnh, con l’avvio a Lecce della produzione delle terne e delle pale gommate". "E’ stata una trattativa un po’ sofferta – ha ammesso il ministro Sacconi –  ma fortunatamente ha consentito di dare protezione ai lavoratori, unitamente all’impegno di individuare possibilità di continuità produttiva, anche con diverse attività industriali ed, eventualmente, anche con diversi assetti industriali". Gli fa eco il collega Claudio Scajola, responsabile dello Sviluppo ecomico: "Gli impegni presi oggi hanno sciolto uno dei nodi più complessi del piano industriale del settore auto, su cui il ministero che dirigo sta lavorando da tempo con grande determinazione", ha sottolineato, assicurando che già dalle prossime settimane si impegnerà per favorire, assieme alla Regione Emilia-Romagna e agli enti locali, la ricerca di nuove soluzioni industriali per l’area di Imola. E da Bologna arriva il commento di Marco Monari, capogruppo del Pd in Regione. "Mi ha telefonato il presidente Errani con la notizia dell’accordo ed esprimo molta soddisfazione: è stato fatto un grandissimo lavoro", ha dichiarato nella serata di ieri. "Molto del merito – ha aggiunto – va al contributo che il governatore stesso è stato capace di dare al rapporto tra azienda, sindacati e Governo fin dall’iniziativa che ha consentito di avviare il tavolo della trattativa"."Ora ci sono tutte le condizioni per cominciare un percorso che tuteli i lavoratori e – ha concluso Monari – le loro famiglie. L’accordo è il frutto di un lavoro che ha visto protagonisti sindacati, Enti locali, i lavoratori con la loro battaglia e Guido Barbieri con lo sciopero della fame che ha contribuito ad alzare l’attenzione dei media". Barbieri, l’operaio di 51 anni che ha ripreso a mangiare solo lo scorso 3 settembre, quando venne annunciato l’apertura del tavolo di ieri, non ha potuto partecipare alla trasferta romana orgnaizzata dai suoi colleghi. Una cinquantina di lavoratori della Cnh ha manifestato infatti, fin dal primo pomeriggio, con fischietti e striscioni davanti alla sede del Ministero del Lavoro mentre si riuniva il tavolo con gruppo Fiat e sindacati, in attesa dell’accordo arrivato in serata.

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