La Cgil va a Riccione per il decimo congresso regionale


BOLOGNA, 17 MAR. 2010 – Con 710 delegati, circa 240 invitati e un centinaio di ospiti che dovranno eleggere il nuovo direttivo, si apre domani a Riccione il decimo congresso regionale della Cgil. Ad inaugurare i lavori, alle 10.30, sarà la relazione di Danilo Barbi, segretario uscente e ricandidabile solo per alcuni mesi, dato che scade a breve il suo mandato di otto anni per statuto non prolungabile. Dopo di lui parleranno i segretari regionali di Cisl e Uil, mentre nel pomeriggio sarà il turno di Guglielmo Epifani. La conclusione – nella tarda mattinata di venerdì 19 – è stata invece affidata al segretario organizzativo nazionale Enrico Panini, il cui intevento sarà preceduto da quello del giornalista di Annozero Sandro Ruotolo. I risultati delle 10.898 assemblee tenutesi in regione, che hanno coinvolto oltre 185 mila votanti, hanno dato la maggioranza alla mozione numero 1 del segretario Epifani con il 69,15% dei voti. La minoranza che si risconosce nella mozione 2 di Moccia, Podda e Rinaldini si è fermata invece al 30,85% dei voti, ma ha prevalso nelle assemblee di base dei metalmeccanici e della funzione pubblica e nella camera del lavoro di Reggio Emilia, "roccaforte" di Gianni Rinaldini, segretario nazionale della Fiom. Presentando i temi del congresso, che ha come titolo "Una Regione che promuove l’uguaglianza", Barbi ha insistito sulla necessità di riportare al centro del confronto la crescita dei salari e non solo della produttività, anche per ridare ossigeno alla domanda interna. Apprezzamento esplicito, poi, per la politica della Regione, che ha consentito con il "Patto per attraversare la crisi", di salvare 40 mila posti di lavoro, e per il Piano territoriale regionale che punta a fare dell’Emilia-Romagna "il laboratorio della green economy e di una nuova manifattura – ha sostenuto Barbi – più incentrata sulla ricerca, l’innovazione". Quanto ai dati sul tesseramento, gli iscritti alla Cgil regionale al dicembre 2009 erano 816.918, 275 in più rispetto al 2008. In aumento gli attivi (+ 4861) e i disoccupati (2741 anzichè 2046), mentre i pensionati dello Spi sono calati da 464.445 a 459.164. Il trend conferma la crescita degli attivi in atto dal 1997 e la dimunzione dei pensionati, che avevano toccato il picco nel 1997 toccando quota 486.787. E nel fornire i dati di dettaglio, il segretario organizzativo regionale Vincenzo Colla ha precisato che c’é stata anche una crescita significativa tra gli immigrati: 30 mila in più dal 2005 per un totale oggi di 76.714 iscritti, il 20,50% degli attivi.Ma nonostante questi dati confortanti, che fotografano un sindacato in buono stato di salute, il segretario Barbi non ha dubbi nell’affermare che sul fronte del lavoro il 2010 sarà un "annus horribilis". Almeno 20 mila lavoratori che oggi sono in cassa integrazione straordinaria rischiano infatti di finire in mobilità, se non verranno prolungati gli attuali limiti temporali agli ammortizzatori sociali. E’ la stima della Cgil regionale, secondo cui sono invece almeno 80 mila i lavoratori oggi in cassa integrazione ordinaria. Oggi, ha detto Barbi, in Emilia-Romagna per parecchi di loro si profilano dei problemi. Non sempre infatti si può pensare ad una trasformazione della Cigo in cassa integrazione straordinaria o all’impiego di ammortizzatori in deroga. Per questo Barbi ha posto il problema ricordando per quanto riguarda le risorse, che a suo tempo quando fu firmato l’accordo fra il Governo e le regioni, c’era stato l’impegno dell’ esecutivo a rifinanziare gli ammortizzatori nel caso ci fosse la necessità. Quanto ai ritardi riscontrati soprattutto a Bologna, Modena e Reggio Emilia sui tempi di erogazione della cig, Barbi ha sostenuto che i ritardi vanno imputati alle imprese ed alle associazioni di categoria nel presentare la domanda in Regione dopo la firma dell’accordo con il sindacato. "Non vogliamo buttare la croce addosso a nessuno perché ci rendiamo conto della mole di lavoro che molte imprese e le associazioni si sono trovate all’improvviso davanti, ma certamente non si può dire che questa volta la colpa è della burocrazia pubblica". Nel 2010 poi le norme sono cambiate, ha sottolineato Barbi, perché è previsto che le domande debbano arrivare in regione entro 20 giorni dalla firma dell’intesa con il sindacato.

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