La Cgil: Unicredit faccia uno sforzo in più


REGGIO EMILIA, 23 APR. 2009 – I quotidiani locali di oggi riportano dichiarazioni del direttore generale di Unicredit in merito all’impegno dell’istituto bancario per sostenere le imprese e le famiglie reggiane.In particolare viene citata l’iniziativa “Insieme 2009” che permettere a chi ha acceso un mutuo prima casa con la banca e che si trovi in difficoltà nel pagarne le rate a causa di eventi particolari intervenuti successivamente, tra cui la disoccupazione o la cassa integrazione, di ottenere la sospensione per un anno del pagamento delle rate stesse, a condizione che il reddito familiare annuo non superi i 25.000 € lordi.L’esclusivo utilizzo di tale “normativa interna” è stata tra l’altro la condizione posta da Unicredit alla sottoscrizione dell’accordo proposto dal Tavolo Provinciale Anticrisi per il sostegno ai lavoratori delle aziende in cassa integrazione senza anticipo.La Cgil di Reggio Emilia, per bocca del responsabile politiche economiche Matteo Alberini, fa però rilevare un’incongruenza che rischia di vanificare l’iniziativa di Unicredit.“Purtroppo abbiamo scoperto alcuni giorni or sono – dice Matteo Alberini – che in tale proposta si nasconde una clausola capace di vanificare  tutto il buono dell’iniziativa. Un lavoratore ci ha segnalato di essersi recato presso la filiale Unicredit di cui è cliente per richiedere tale agevolazione, credendo di avere i requisiti richiesti, cioè essendo in cassa integrazione straordinaria a zero ore e senza anticipo da alcuni mesi e con un mutuo prima casa; ebbene il lavoratore ha scoperto che il tetto dei 25.000 € è riferito all’anno 2007 quando la crisi era ben là da venire”.Quindi, secondo la nota sindacale, una persona che nel 2007 ha lavorato regolarmente, tanto da impegnarsi nell’acquisto dell’abitazione attraverso il mutuo, oggi ha effettivo reddito zero, ma secondo i criteri adottati da Unicredit la sua famiglia non è in realtà “a minor reddito” perché nel 2007 esibì un CUD di 29.500 € lordi. “Cosa c’entrano i redditi di due anni fa con uno stato improvviso di bisogno?”, si chiede il responsabile politiche economiche della Cgil reggiana. “Gentili signori di Unicredit – conclude Alberini –  fate un piccolo, ulteriore sforzo per adeguare le vostre procedure interne e l’offerta dei vostri prodotti alla realtà delle cose ed alla velocità della società di oggi: siamo sicuri che i vostri clienti reggiani apprezzerebbero e magari potrebbero anche aumentare”.

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