La Cgil reggiana: si festeggia l’8 marzo facendo lavorare le donne


7 MAR. 2009 – Domenica 8 marzo, festa della donna, i due centri commerciali più importanti della città (Ipercoop L’Ariosto e I Petali) rimarranno aperti. A lavorare soprattutto donne. Una contraddizione che viene fortemente contestata dal sindacato.“In un clima di qualunquismo culturale preoccupante – si legge in un comunicato della segreteria confederale e della Filcams – si prende atto dell’ennesimo atto di insensibilità verso le donne, oltreché di preoccupante disattenzione a ciò che ancora rappresenta per l’immaginario collettivo fondante le nostra comunità locali il significato e il rispetto dell’8 marzo. Fra le tante aperture possibili (le domeniche in un anno sono 52!) il Centro commerciale Ariosto ha deciso di scegliere l’8 marzo per tenere aperto la sua ammiraglia. Anche il Centro commerciale I Petali ha seguito subito tale scia”.“Domenica – prosegue il comunicato – ci saranno molte donne al lavoro, nel giorno a loro dedicato. Speriamo che non ci siano però molte donne a fare acquisti. E’ preoccupante vedere come si voglia bloccare e imprigionare le donne, etichettandole in una giornata dal valore simbolico cosi grande, a mere consumatrici/lavoratrici, soprattutto in un contesto di costanti attacchi ai diritti soggettivi e di cittadinanza, al loro ruolo sociale, nella famiglia e sul lavoro. Spiace constatare come sia ormai aperto un solco difficilmente colmabile fra le etichette, gli spot e la sostanza. Le parole scritte, i valori enunciati e i fatti. Da un lato si promuovono progetti di conciliazione dei tempi di vita e lavoro, che poi si vanno a piegare alla logica del profitto. Dall’altro, si “apre” l’8 marzo, come se fosse un giorno e una domenica come un’altra”.La Cgil reggiana esprime “viva solidarietà alle addette al lavoro in un giorno per loro cosi importante, in un contesto politico e sociale, oltreché economico, complicato e delicatissimo. Invitiamo la clientela, soprattutto femminile, a non dedicare l’8 marzo allo shopping, ma alla riflessione su quanto sta accadendo e che le riguarda da vicino (i tanti diritti sociali e civili violati o temi in discussione, in questa fase). Perché l’8 marzo continui ad essere una giornata di riflessione sui traguardi ancora da raggiungere e di festa per tutte”.

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