La Cgil: “Il welfare deve restare pubblico”


REGGIO EMILIA, 27 MAG. 2009 – Non è da interpretare per forza come un segnale positivo il buono stato di salute vissuto in questi tempi di crisi dalle cooperative sociali. Ne è convinta la Cgil reggiana secondo cui “L’aumento del fatturato delle cooperative sociali la dice lunga su quello che sta avvenendo nel sistema di welfare nella nostra realtà. Il pubblico indebolisce continuamente il proprio impegno diretto, delegando sempre più al privato, compreso quello cooperativo le risposte a chi ha bisogno di servizi socio-assistenziali”. Così si legge nella nota inviata ieri dalla segretaria provinciale Cgil Anna Valcavi e dal segretario generale Spi Cgil Maurizio Piccagli.L’affermarsi di una corsa a chi offre il prezzo più basso di servizi socio-assistenziali. Sta qui la preoccupazione del sindacato, il quale si pone il seguente quesito: “Forse un’ora di assistenza della cooperazione sociale costa meno di un’ora di assistenza erogata da una struttura pubblica?”. La Cgil spiega di non avere nulla contro il principio di sussidiarietà (ovvero l’intervento del privato laddove non arriva il pubblico, ndr), purché questo non diventi “architrave del nuovo sistema”. Il welfare che verrà, secondo la Cgil, dovrà essere migliore di quello che l’ha preceduto. Le risorse che dovrà avere a disposizione in Italia dovranno essere pari a quelle assicurano i Paesi più avanzati dell’Unione Europea, in termini di rapporto col Pil. E dovrà avere tra i suoi punti di riferimento i diritti di cittadinanza riconosciuti dalla Costituzione.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet