La Cgil Emilia-Romagna va avanti con Barbi


RICCIONE (RN), 19 MAR. 2010 – Con la conferma di Danilo Barbi nell’incarico di segretario generale è terminato oggi il X congresso della Cgil regionale Emilia-Romagna, caratterizzato da due giornate di intenso dibattito concluso dal segretario organizzativo Cgil nazionale Enrico Panini. Una discussione interna a cui hanno preso parte trenta delegati, oltre alla segretaria nazionale Nicoletta Rocchi e a diversi ospiti esterni. Particolarmente applauditi questa mattina Alfiero Grandi, in veste di presidente del Comitato nazionale “Sì alle energie rinnovabili, No al nucleare” e il giornalista di Annozero Sandro Ruotolo.E’ stato lo stesso Panini a proporre al Comitato Direttivo la riconferma di Barbi, che guida l’organizzazione regionale dal 2002 (dopo aver diretto la camera del lavoro di Bologna) ed è vicino alla scadenza statutaria degli otto anni. Il segretario è stato eletto nel pomeriggio con voto segreto dal nuovo Comitato Direttivo della struttura regionale, organismo a sua volta appena uscito dal voto dei delegati. Hanno votato in 166 su 178 aventi diritto: 119 erano favorevoli, 36 contrari e 10 astenuti, con una sola scheda bianca. Il congresso si è svolto su una unica lista, rappresentativa del consenso ottenuto in Emilia-Romagna dalle due mozioni alla base del dibattito congressuale: 69,15% alla mozione Epifani e 30,85% alla mozione Moccia. Il nuovo Comitato Direttivo della Cgil regionale è formato da 178 membri, dei quali il 42% donne. Prima che tutti loro procedessero all’elezione del segetario, al congresso è stata sottoposta la votazione di un unico documento politico, sul quale la mozione Moccia ha dichiarato la propria astensione, e che è stato approvato con 443 voti favorevoli, 1 contrario, 222 astenuti. Sono stati inoltre eletti dal congresso i delegati al congresso nazionale Cgil (5-8 maggio a Rimini) – tra i quali lo stesso Panini – che rispecchiano anch’essi l’esito del voto per le due mozioni congressuali. “Dalle migliaia di assemblee svolte in questi mesi – ha detto Panini nella sua relazione conclusiva – è venuto un richiamo forte all’unità della Cgil da parte dei nostri iscritti. Dobbiamo essere coerenti con l’esito chiaro del voto di questa grande prova di democrazia, non disattendere il mandato ricevuto, anche cercando di realizzare la gestione più ampia possibile della nostra organizzazione. Pluralismo e democrazia sono le due anime di fondo della Cgil e la confederalità non è un impegno generico ma una pratica concreta che richiede condivisione. Dunque non possiamo convivere come separati in casa: costruire una nuova unità del gruppo dirigente è un diritto dovere per tutti noi, per rispondere alla necessità di fare sintesi e rilanciare con forza la nostra azione nel paese.”Un’azione più che mai necessaria “per riaffermare i nostri valori di solidarietà, laicità, difesa della Costituzione e della legalità, di fronte alle scelte inaccettabili del governo che attacca i diritti del lavoro, alimenta la xenofobia, tenta di riscrivere nei fatti la Costituzione e di privatizzare servizi e beni comuni come l’acqua, riporta indietro la scuola introducendo antiche discriminazioni e riducendo il diritto all’istruzione.”Dopo il successo dello sciopero e delle manifestazioni del 12 marzo, la Cgil prepara altri momenti di mobilitazione contro la legge sull’arbitrato, per riconquistare un modello contrattuale diverso da quello sancito dall’accordo separato di gennaio, per un fisco più giusto e per i diritti di cittadinanza all’insegna della parola d’ordine “stesso sangue stessi diritti”. Panini ha ricordato, tra gli altri, l’appuntamento unitario con la manifestazione del primo maggio a Rosarno per una politica di accoglienza e integrazione degli immigrati.

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