La Cgil da sola ferma l’Emilia-Romagna


12 MAR. 2010 – Interventi fiscali a sostegno dei lavoratori. Questa la principale richiesta al governo che arriva dallo sciopero generale nazionale della Cgil. Ma alla riduzione del carico fiscale per i redditi da dipendente si aggiungono tanti altri appelli, non meno importanti. Come disinnescare la nuova legge sul mercato del lavoro che introduce l’arbitrato, un pessimo testo che va ad aggirare norme inderogabili come l’articolo 18 della Costituzione e i contratti collettivi.Altra richiesta del principale sindacato italiano al governo è di intervenire a sostegno degli ammortizzatori sociali, aumentando il valore della cassa integrazione e il periodo delle indennità di disoccupazione. Domande che oggi giungono con ancora più forza, visto che l’esecutivo ha deciso di dire no all’estensione di sei mesi della cassa integrazione ordinaria che martedì aveva trovato l’approvazione in sede di commissione Lavoro della Camera.Lo sciopero di oggi ripropone, inoltre, il tema dei migranti, coloro che pagano la crisi come i lavoratori italiani, ma, nel caso di perdita del posto di lavoro, diventano clandestini, col rischio di essere cacciati fuori dall’ItaliaIn Emilia-Romagna manifestazioni della Cgil si sono tenute in tutte le piazze dei capoluoghi di provincia e in vari comuni del territorio. A Bologna sono stati organizzati sei cortei nelle varie zone della provincia, a Zola Predosa, S.Lazzaro di Savena, Castelmaggiore, Anzola, Vergato e Bologna città. A Imola la protesta si è tenuta nella Galleria del centro cittadino. Cortei si sono snodati anche a Modena, Reggio Emilia e Parma. A Ferrara manifestazione in piazza Municipale dove ha concluso gli interventi dal palco il segretario generale Cgil Emilia-Romagna, Danilo Barbi. La manifestazione provinciale di Ravenna si è tenuta a Faenza, città di una delle principali vertenze in regione, quella del calzaturificio Omsa. Cortei e comizi anche a Forlì e a Rimini. A Piacenza l’inizio della manifestazione è per le 15 a Barriera Genova.

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