La Cgil avverte: “2014 annus horribilis, servono ammortizzatori”


“Il 2014 si presenta come un annus horribilis, e richiede un adeguato sostegno di ammortizzatori sociali, in particolare la cassa in deroga” perchè, avverte la Cgil di Bologna, di fronte al “prolungamento delle difficoltà di ripresa economica e produttiva è uno strumento efficace se si vuole evitare un ulteriore incremento di disoccupati”. E se non bastasse questo argomento, la Cgil aggiunge che “senza la copertura della cassa in deroga oltre 4.500 lavoratori perderebbero immediatamente il posto di lavoro e diverse centinaia di piccole aziende rischierebbero di chiudere i battenti”.

 

Uno scenario che arriva dopo un 2013 per nulla esaltante sotto il profilo dell’occupazione nel territorio del capoluogo regionale: “Nell’ultimo anno l’80% degli impieghi sono stati precari, e con contratti di breve durata”. A dirlo è Maurizio Lunghi, della segreteria della Camera del lavoro di Bologna, dopo aver messo insieme i dati forniti dalle categorie della Cgil assieme all’Ires. E trovare un numero che non sia negativo è quasi impossibile: “Emerge un quadro estremamente preoccupante”, sintetizza Lunghi in una nota.

 

Nell’ultimo semestre del 2013, il ricorso agli ammortizzatori sociali si è impennato soprattutto nel settore manifatturiero coinvolgendo 18.000 tute blu dell’industria metalmeccanica, 1.700 lavoratori del commercio e oltre 1.500 dell’edilizia più altrettanti nel settore poligrafici-comunicazione. Nel tessile ci si ferma a “solo” un migliaio di lavoratori come pure nella logistica e nell’agroindustria. In tutto, fa 25.000 lavoratori che vanno avanti e conservano un reddito grazie a cassa integrazione, contratti di solidarietà e cassa in deroga. Ma tra fallimenti e riorganizzazione aziendali, altri 3.500 e più “hanno perso il lavoro e sono in mobilità-disoccupazione”.

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