La ceramica riparte da Rio


Il 20° World Ceramic Tiles Forum (WCTF) è stato ospitato a Rio de Janeiro dall’Associazione brasiliana dei produttori di piastrelle di ceramica. Il WCTF è stato creato nel 1994 ed è la riunione annuale dei produttori di piastrelle a livello mondiale. A questa edizione hanno preso parte i rappresentanti di Australia, Argentina, Brasile, Cina, Francia, Germania, Indonesia, Italia, Giappone, Malesia, Messico, Spagna, Taiwan, Turchia, Ucraina, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti, paesi che rappresentano circa il 90% della produzione mondiale di piastrelle di ceramica. Per l’Italia la delegazione è stata guidata dal Presidente di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli, dal Presidente della Federazione dell’Industria Ceramica Europea Alfonso Panzani, e dal Presidente della Commissione Attività Pomozionali e Fiere Emilio Mussini.

Il WCTF di quest’anno ha fatto il punto della situazione sulle tendenze nel consumo globale e nella produzione, oltre a fornire un aggiornamento del processo di aggiornamento delle classificazioni delle piastrelle ceramiche, il cui consumo globale nel 2012 è stato pari a 10,3 miliardi di metri quadrati, con una crescita del 4,7 % rispetto al 2001. Questa sessione del Forum ha discusso anche sugli sviluppi della standardizzazione a livello nazionale e internazionale, oltre alla condivisione delle principali tendenze, le sfide e le esperienze nelle politiche commerciali. Altro tema affrontato è stato quello degli sviluppi della normazione internazionale (ISO) e delle attività in corso dei gruppi di lavoro in ISO TC 189, con una particolare attenzione al tema di assorbimento d’acqua ed alla possibilità di ottenere, su scala mondiale, un unico metodo di test globale attraverso il percorso ISO.
Infine, il WCTF ha fornito una panoramica dei problemi di accesso al mercato, che sono l’anello centrale nello sviluppo del commercio internazionale nel settore delle piastrelle di ceramica. Il WCTF ha votato una risoluzione a favore del sostegno all’ulteriore liberalizzazione del commercio – attraverso accordi bilaterali e multilaterali – al fine di ridurre le barriere tariffarie e tecniche alla circolazione del prodotto. Certificazioni obbligatorie, richieste di etichettature particolari e norme nazionali significativamente divergenti da standard internazionali sono state reputate particolarmente dannose per il commercio internazionale e violazione dell’accordo TBT del WTO.

E oltre 100 persone hanno preso parte questa mattina, presso l’Auditorium di Confindustria Ceramica a Sassuolo, alla presentazione delle linee guida per la marcatura CE degli impianti ceramici. Gli aspetti tecnici e documentali relativi alla corretta procedura di marcatura CE degli impianti hanno infatti spesso trovato in ceramica, così come peraltro in altri settori produttivi, notevoli difficoltà applicative legate soprattutto all’assenza di chiare ed uniformi indicazioni in merito. Per questo, Acimac, Confindustria Ceramica, Ausl e sindacati hanno lavorato gomito a gomito per definire un protocollo tecnico condiviso che detta criteri uniformi circa il “quando marcare CE la linea” e “chi fa, che cosa”, aspetti di fondamentale importanza per la conformità delle macchine e linee immesse sul mercato o modificate in corso d’utilizzo.  Le Linee Guida, redatte alla luce anche delle importanti precisazioni e interpretazioni pervenute direttamente dalla Commissione Europea, sono per ora relative a tre fasi centrali del processo produttivo e cioè “linea di pressatura”, “linea di smaltatura” e “impianti di movimentazione e stoccaggio”. Trattasi peraltro di un work in progress.

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