La carta di Milano, in campo la cooperazione


Il mondo della cooperazione italiana ed internazionale scende in campo per combattere la fame nel mondo con un documento di proposte presentato a Expo nell’ambito del convegno dedicato all’agricoltura sostenibile ‘Co-operatives: Empowering people for sustainable development and zero hunger’, organizzato da Confcooperative a Cascina Triulza. E’ la via cooperativa alla Carta di Milano, il documento che sarà una delle eredità immateriali di Expo 2015: “per una globalizzazione sostenibile c’è bisogno di più cooperazione”, si legge nell’introduzione. Il documento poi continua spiegando che oggi il 30 per cento delle produzioni agroalimentari è realizzato da imprese cooperative, il modello cooperativo quindi rappresenta già una risposta alle sfide dei prossimi decenni: nell’agroalimentare, nel welfare, nel credito, nel lavoro, nei servizi alla persona e al territorio. La cooperazione secondo chi la vive ogni giorno “è il vero percorso da intraprendere per innescare la crescita nei Paesi poveri, perché parte dai territori, mette in rete le persone e viene promossa dal basso”. Le imprese cooperative in particolare sono in grado di fornire agli agricoltori un modello di produzione organizzato che assicura un controllo democratico dell’impresa, economia di scala, sostenibilità e aggregazione della domanda. La parte finale del documento è dedicata agli impegni delle cooperative per promuovere e sviluppare la sicurezza alimentare e cercare di porre fine alla povertà. La cooperazione si impegna a costruire partnership con governi e autorità locali, imprese e società civile per migliorare i risultati delle azioni, a collaborare con le autorità pubbliche per migliorare il quadro normativo per la creazione e la crescita dello sviluppo delle imprese cooperative. Infine l’impegno a promuovere azioni che contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, come definiti dalle Nazioni Unite.

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