La Cancellieri è ministro. Parma ricomincia da capo


PARMA, 16 NOV. 2011 – Anna Maria Cancellieri non porterà Parma alle urne. Il commissario nominato dopo la caduta della giunta Vignali, è stata incaricata ministro degli Interni dal neo presidente del Consiglio Mario Monti. L’ex prefetto, in pensione dal 2009, si trovava nella città ducale dal 20 ottobre scorso. A sostituirla, temporaneamente, ci penserà il suo vice, Michele Formiglio. Dopo di che verrà nominato un nuovo commissario. Nomina che dipenderà dal prefetto Luigi Viana, ma anche dalla stessa Cancellieri nelle vesti del suo nuovo incarico.CHI SCIOGLIERA’ I GARBUGLI DELLA VECCHIA GIUNTA? Poche, ma incisive, le iniziative assunte nel mese scarso di gestione di Parma: un attenta revisione delle finanze e l’impegno sul deficit di oltre 600 milioni delle holding comunali. Fra le sue scelte anche la nomina del nuovo comandante della polizia municipale, corpo sconvolto dalla bufera della vicenda Bonsu (giovane ghanese aggredito dai vigili) e dall’arresto del suo ex comandante Giovanni Maria Jacobazzi. Pochi giorni fa la stessa Cancellieri aveva assicurato che la procedura di nomina su concorso si sarebbe chiusa entro il 2011. Al suo posto, alla guida del Comune di Parma, dovrebbe andare il suo vice Michele FormiglioEMILIANA D’ADOZIONE. Per quasi un anno e mezzo è stata commissario del Comune di Bologna, dopo le dimissioni di Flavio Delbono. La gestione commissariale per un periodo così lungo e di una città così importante le ha, inevitabilmente, assegnato un ruolo ben più forte di una semplice gestione commissariale. Una delle sue battaglie sulla quale ha posto maggiormente l’accento è stato la lotta ai graffiti sui muri della città, ma non ha disdegnato nemmeno di occuparsi di aspetti culturali, come l’impegno per il salvataggio del teatro Duse, peraltro andato in porto dopo la sua partenza e per altre vie. Facendo i conti con un bilancio con poche risorse ha assunto anche misure impopolari come i tagli al sistema di welfare e non ha mancato di rivolgere critiche ai meccanismi del patto di stabilità che bloccano risorse disponibili per i Comuni. Suo gesto di saluto alla città, per sottolineare l’attenzione all’arredo urbano, la scelta di abbellire la centrale via degli Orefici con dieci ciliegi. Il suo decisionismo, accompagnato però ad una costante attenzione al dialogo, sia con le forze politiche e sociali, sia con i semplici cittadini, le hanno fatto guadagnare un vasto consenso in città, dove ha lasciato un ottimo ricordo. Tanto che il centrodestra le ha offerto, con insistenza, la candidatura a sindaco. Offerta che, dopo qualche riflessione, ha rifiutato non ritenendola consona con il ruolo fin lì ricoperto.

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