La camorra raccontata da un parroco sotto scorta


REGGIO EMILIA, 16 MAG. 2011 – Educare alla giustizia i giovani dei quartieri di Napoli. Questa la scelta di vita di don Luigi Merola, il parroco che ha sfidato la camorra diventando una figura simbolo del riscatto dalla criminalità organizzata. Martedì 17 maggio è atteso a Bagnolo per una giornata di sensibilizzazione contro le mafie a Bagnolo in Piano, nel reggiano.Merola ha 37 anni e vive sotto scorta dal 2004 quando le forze dell’ordine intercettano una frase di un camorrista che dichiara: “Quello lo ammazzerò sull’altare”. Per sette anni parroco del quartiere Forcella di Napoli, oggi del quartiere San Carlo alle Brecce, è fondatore della Fondazione “A voce de’ creature” che ha come obiettivo quello di offrire formazione e futuro ai minori di strada, quelli che la criminalità organizzata sfrutta per gestire i loro traffici. “Meglio morire in piedi che vivere una vita inginocchiati” è questo il motto della Fondazione, don Luigi è stato inserito nella lista nera dei nemici della camorra nel 2003 quando fece smantellare il sistema di videosorveglianza messo in piedi dalla Camorra per gestire il traffico di droga e si presentò alle autorità competenti con prove filmate di questo traffico, da allora don Merola è consulente gratuito della Commissione Antimafia.
Diversi gli appuntamenti che don Luigi Merola dedicherà a Bagnolo, il primo alle ore 19 di martedì 17 maggio alla Parrocchia di Bagnolo concelebrando una messa in ricordo delle vittime delle criminalità organizzate con don Giovanni Rossi, don Matteo Mioni e don Eugenio Morlini.
Alle ore 21 don Luigi Merola sarà ospite del Maki Pub di via Boiardi per l’incontro aperto alla cittadinanza “Il coraggio della legalità”. L’incontro coordinato da Elisa Malaguti dell’associazione “Massimo Troisi” sarà l’occasione per ascoltare l’esperienza educativa e contro le mafie di don Merola, e anche la scelta di contrastare la camorra e accettare di vivere sotto scorta. “Questa terra – spiega don Merola – ha bisogno di esempi positivi contro i tanti negativi: arrivare tardi al lavoro, a scuola, parcheggiare la macchina in doppia fila o lasciarla nelle mani del parcheggiatore abusivo. Evadere le tasse, chiedere cose che non ci spettano, truccare gli appalti, farsi corrompere, uccidere senza pietà come fanno i clan, fare politica per affermarsi e non per servire: sono i reati e i soprusi che quotidianamente facciamo. Reati che nessuno più confessa”.
Don Luigi Merola concluderà la sua visita a Bagnolo mercoledì mattina con un incontro rivolto alle scuole medie al teatro Comunale.L’incontro è organizzato all’interno del progetto provinciale “Legalità e rispetto delle regole” finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, l’appuntamento nasce grazie alla collaborazione tra Comune di Bagnolo in Piano, Unità pastorale di Bagnolo in Piano, Maki Pub, Giovani a Reggio Emilia contro le mafie, Collettivo Locomotori, giornale studentesco Cortocircuito e Gabella.

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