La Camera di Conciliazione Consob, l’altra piccola grande dimenticata


20 MAG. 2009 – Potrebbe essere considerata la “sorella minore” della class action. I suoi esiti sarebbero però tutt’altro che trascurabili per quelle migliaia di risparmiatori che potrebbero usufruirne. Stiamo parlando della Camera di Conciliazione e arbitrato presso la Consob (la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), che può essere considerato, al pari della class action, uno strumento risarcitario di cui possono avvalersi tutte le persone danneggiate da reati finanziari. Per i piccoli azionisti e risparmiatori coinvolti nel caso Bipo-Carire si tratta dell’ultima ancora di salvataggio per essere risarciti delle perdite subite. Il tutto in tempi che sarebbero molto più brevi (un paio di mesi) se confrontati con gli anni che impiegherebbe un normale processo.La legge prevedeva che il relativo regolamento di attuazione della Camera di Conciliazione e arbitrato dovesse essere pubblicato dalla stessa Consob, che è la principale autorità di vigilanza sul mercato mobiliare italiano. La scadenza era stata fissata al novembre 2008. Ad oggi però non è uscito ancora nulla. Se uno si collega al sito della Consob vede comparire una scritta: “Dell’avvio dell’operativa della Camera sarà data notizia su questo sito”.Attraverso un’interrogazione parlamentare gli onorevoli del Pd Maino Marchi e Andrea Lulli (quest’ultimo è capogruppo del Pd nella Commissione Attività produttive della Camera), hanno chiesto entro il più breve tempo possibile l’operatività della Camera di Conciliazione, i cui ritardi dell’entrata in vigore vengono definiti “inspiegabili”.“Questo decreto – si legge nell’interrogazione – sulla conciliazione per risparmiatori / investitori e la legge che introduceva le azioni collettive (class action) nel nostro ordinamento erano stati varati dal precedente Governo come strumenti di tutela dei soggetti deboli e sulla spinta degli innumerevoli scandali finanziari degli ultimi anni.” Visti i rinvii subiti dalla class action “si presumeva – continua il documento – che almeno l’entrata in vigore della Camera di Concilizione presso la Consob, varata nello stesso anno 2007 per la risoluzione delle controversie tra risparmiatori-investitori e gli intermediari (banche e assicurazioni) per la violazione da parte di questi degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza, non subisse ritardi. Ciò anche perché, in opposizione alla legge sulle azioni collettive, l’attuale Governo e le associazioni imprenditoriali e degli intermediari finanziari non perdevano occasione per magnificare l’utilizzo di strumenti conciliativi (moderni, efficienti, veloci, poco costosi…) in opposizione alla class action che hanno sempre ostacolato.”“Non è tollerabile – sottolinea l’interrogazione – che ogni volta che gli interessi in gioco sono quelli dei poteri forti ci sia grande solerzia, mentre, quando si tratta di tutelare gli interessi dei soggetti deboli, com’è il caso di risparmiatori e investitori nei confronti degli intermediari, o si depotenziano completamente leggi già varate o ci sono continui ritardi.”I due parlamentari concludono chiedendo “come il Ministero dello Sviluppo Economico intenda operare per recuperare il ritardo accumulato per l’entrata in vigore della Camera di Conciliazione Consob e con quali tempi prevede di dare attuazione agli adempimenti necessari a tal fine”.

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