La calda estate dello sport bolognese


30 LUG. 2009 – Forse i ghiacciai si stanno sciogliendo (o forse no), forse le temperature si stanno elevando (o forse no). Quello che invece è certo sono i travagli estivi dello sport professionistico bolognese, una serie di colpi e contraccolpi che datano da anni e che dimostrano di non voler avviarsi alla fine. Sussulti di notevole, forse fondamentale, importanza anche quest’anno. Il Bologna calcio, al 99%, sarà tra pochi giorni di un rampante imprenditore albanese, il petroliere Rezart Taçi, che pare avviato ad impadronirsi dei quattro quinti delle azioni ora in mano a Renzo Menarini, e quindi destinato alla gestione sportiva ed economica del vecchio Bologna. Se avverrà sarà una mossa imprevista sino a poche settimane orsono, una mossa di effetto mediatico mica da poco. La prima società di A in mano ad uno straniero, con tante considerazioni a latere che si potrebbero fare circa i rapporti italo-albanesi degli anni ’80 del secolo scorso. In verità più che altro gli sportivi bolognesi si attendono operazioni tecniche capaci di rinnovare speranze ed entusiasmi che gli ultimi tempi dei Menarini avevano gettato sottozero. Senza dubbio sul mercato estivo la nuova proprietà dovrà operare ancora parecchio poiché i ranghi rossoblu, ad oggi, appaiono ancora assai deboli e nel contempo pure inflazionati di giocatori non utili alla causa e quindi da smerciare o da mettere da parte. Certo, nel tramonto inglorioso della gestione Menarini, ha fatto molta impressione leggere che Renzo e Francesca sono stati affiancati dall’avvocato D’Onofrio nella loro deposizione davanti agli organi giudicanti della Fgci. Perchè la meraviglia? Perché D’Onofrio è il legale di Moggi nel processo civile in corso a Napoli con Lucianone sul banco degli imputati. Un processo in cui il Bologna è parte civile anche contro Moggi, avvalendosi di altri legali. Un intruglio indigeribile di opportunismo e inadeguatezza, come sempre detto da queste parti, che si manifesta clamorosamente ancora una volta. E proprio nel momento in cui Enrico Palazzi, specialista di management ed economia dello sport, sostiene che il Bologna sarebbe in buona posizione per pareggiare, in un paio di bilanci, i suoi conti se non addirittura avere qualche utile.Nel basket il terremoto estivo è ancora più forte. Rientrata la vendita della Virtus con scaramucce quotidiane per un paio di mesi, ma con Sabattini non poteva andare diversamente, ora i fari sono puntati sulla Fortitudo. Retrocessa dalla A1, incappata in debiti non onorati per circa 2 milioni di euro e con numerose partite in euro ancora sul groppone, si appresta a giocare nella categoria più alta dei dilettanti, la B di una volta. Ma la tifoseria è in fermento e una larga frangia di fedelissimi vorrebbe l’allontanamento di Gilberto Sacrati, il patron che in due anni ha fatto precipitare la situazione agli attuali livelli, sborsando circa una dozzina di milioni. Quando si parla di inadeguatezza! Difficile è capire come finirà, molte carte sono coperte e i pareri certo non omogenei. In ambienti non toccati dal tifo sportivo comincia perfino ad aleggiare il fantasma del fallimento. Si vedrà. Comunque ci pare improprio e non accettabile che Claudio Sabattini, il patron virtussino, voglia intrufolarsi nella vicenda Fortitudo, agitando le acque e vestendo i panni del salvatore. Basket city, o più semplicemente la logica sportiva, non contemplano che i protagonisti di una acerrima rivalità sportiva abbiano le mani da ambedue le parti. Farebbero male ad ambedue le parti. A meno che pure lui non voglia passare nel manipolo degli inadeguati. Ad oggi, non lo meriterebbe. Domani,chissà.

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