La “bufala” insicurezza: rapine in banca calate del 40%


BOLOGNA, 9 GIU. 2009 – A proposito di “sicurezza”. Le rapine in banca sono aumentate o diminuite? La sensazione (grazie alla campagna stampa sulla insicurezza ispirata dal governo leghista e berlusconiano) è che siano aumentate. E anche molto.Le cifre invece sono molto diverse. E la fonte stavolta non sono le pagine di cronaca nera dei giornali ma l’Associazione bancaria italiana, cioè i rapinati stessi.Nel 2008 i ‘colpi’ allo sportello messi a segno in Emilia-Romagna sono stati 204 contro i 340 del 2007, con un calo del 40%. E’ questa la “fotografia” che emerge dai dati dell’Ossif, il Centro di ricerca Abi in materia di sicurezza, dai quali risulta anche un sensibile calo del fenomeno in quasi tutte le province emiliane. Anche a livello nazionale le rapine allo sportello hanno fatto segnare una sensibile diminuzione, passando da 2.972 nel 2007 a 2.160 nel 2008 (-27,3%). L’indagine condotta dall’ Ossif è stata presentata a Roma durante il convegno Abi ‘Banche e sicurezza’. Al centro del dibattito – al quale hanno preso parte, oltre al direttore generale dell’Associazione bancaria Giuseppe Zadra, esponenti di banche, istituzioni e forze dell’ordine – i temi della sicurezza e in particolare le prospettive, gli scenari e le strategie per rendere sempre più protetti e sicuri cittadini, clienti ed impiegati del settore bancario."La sicurezza di cittadini e dipendenti – ha detto Zadra – è un valore fondamentale per il nostro settore, che negli anni ha moltiplicato sforzi e investimenti per rendere sempre più protetti e sicuri gli sportelli bancari. Questo impegno, anche grazie alla stretta collaborazione con istituzioni e forze di polizia, sta dando i suoi frutti, come dimostra il sensibile calo delle rapine in banca registrato nel 2008 in molte regioni, come in Emilia-Romagna. E tuttavia, per contrastare ulteriormente il fenomeno bisogna continuare a lavorare per ridurre l’ampio uso di contante che ancora caratterizza l’Italia, recuperando il ritardo nell’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici". Il modus operandi dei rapinatori? Nessun cambiamento rispetto al recente passato: i criminali hanno agito in pochi minuti, armati spesso di piccole lame e accontentandosi di un magro bottino. In particolare, i malviventi hanno colpito soprattutto di venerdì (23% delle rapine commesse), nella fascia oraria che va dalle 11 alle 13.30 (71% delle rapine). Ma i colpi più ricchi si sono registrati di lunedì (27,8 mila euro), prima dell’apertura della filiale (54,6 mila euro) o nel tardo pomeriggio dopo la chiusura al pubblico degli sportelli (60,5 mila euro). Il 58% delle rapine, inoltre, è durato meno di tre minuti e nell’84% dei casi a commetterle è stata una coppia di rapinatori che ha agito a volto coperto (60%). Per quanto riguarda le armi utilizzate, le più comuni sono quelle da taglio, come piccoli coltelli e taglierini (61%), mentre continua a diminuire l’uso delle armi da fuoco (14,8% nel 2008 contro il 26,2% nel 1998). Al contrario, aumentano i ‘colpi’ messi a segno con le sole minacce (18%). Le banche italiane investono ogni anno oltre 700 milioni di euro per rendere le proprie filiali sempre più sorvegliate e sicure: adottando misure di protezione sempre più moderne ed efficaci, formando i dipendenti bancari e fornendo ai clienti e al personale – anche attraverso un’apposita ‘Guida antirapina’ – tutte le informazioni necessarie per sapere cosa fare prima, durante e dopo una rapina in banca. Ma la collaborazione di banche e forze dell’ordine per la sicurezza allo sportello non si ferma qui. I buoni risultati raggiunti negli ultimi anni sono anche il frutto di una stretta collaborazione sul territorio: in 87 province italiane, tra cui tutte quelle emiliane, è già operativo il Protocollo anticrimine firmato dall’Abi con le Prefetture proprio per rafforzare la cooperazione reciproca.

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