La buccia di banana del Bologna Calcio


BOLOGNA, 27 MAR 2011 – "Spero che il Bologna vada in Serie A". Parola di Virginio Merola, candidato del centrosinistra alle elezioni a sindaco di Bologna. Un’uscita infelicissima (visto che il Bologna in Serie A ci gioca da tre anni) che ha avuto perfino risonanza nazionale e che ha catalizzato le attenzioni di una campagna elettorale assolutamente inusuale e confusa. Fa specie, infatti, che il centrodestra non riesca ancora a mettersi d’accordo sul nome del candidato, che dovrebbe essere sulla carta il principale avversario di Merola. Da tempo è invece conosciuto il nome del candidato dei centristi, che hanno deciso di sostenere il civico Stefano Aldrovandi. Monco dell’appoggio dei berlusconiani, l’ex ad di Hera sembra però aver perso la possibilità di vincere le consultazioni. In corsa ci sono anche Daniele Corticelli, alla guida della lista civica Bologna Capitale, e Massimo Bugani, candidato dei grillini: difficile immaginare un exploit che possa portare uno dei due al ballottaggio, o addirittura alla vittoria.Dunque, in una campagna elettorale sbilanciata, in cui l’unica domanda sensata è se Merola riuscirà a vincere al primo turno, o dovrà affrontare il ballottaggio con il mister X del centrodestra, non è poi così strano che l’attenzione si concentri su una gaffe dal sapore nazional-popolare. Il legame tra le sorti del Bologna Calcio e quelle della poltrona di Palazzo d’Accursio si è andato inoltre rinforzando negli ultimi anni. La mancata presenza di Cofferati sindaco sugli spalti del Dall’Ara nella partita decisiva per l’ascesa del Bologna in Serie A, nel 2008, fu presa ad emblema della scarsa affezione del cinese per la città nel suo complesso. Forse fu proprio quell’episodio a far capire al sindaco che non era il caso di ricandidarsi.Alla consultazione politica successiva il calcio fu ancora protagonista. A contendere la poltrona all’ex vicepresidente regionale Flavio Delbono c’era infatti Alfredo Cazzola, presidente uscente del Bologna appena approdato in Serie A e grande sostenitore del progetto del nuovo stadio. La notorietà che i successi calcistici gli avevano conferito non gli consentì però di battere Delbono, che comunque fu presto abbattuto dalle inchieste del Cinzia-gate.E risale soltanto all’autunno scorso la candidatura, sfumata all’ultimo per motivi di salute, del "sindaco dello stadio", Maurizio Cevenini, che in una gaffe del genere non sarebbe mai potuto cadere. Ora è proprio l’amatissimo Cev a tentare di risollevare l’amico Virginio, di cui sarà capolista: "Merola dice spesso che del calcio mi occupo io. Ed è vero!". La buccia di banana del calcio, però, è ancora in agguato, pronta a fare nuove vittime. Merola è avvisato: del resto, Palazzo d’Accursio val bene un’occhiata alle pagine sportive.

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