La Bper tra le blue chip di Piazza Affari


© Trc-TelemodenaMODENA 23 GIU. 2009 – Dopo i sorrisi del primo giorno, con il titolo in crescita di 7 centesimi per azione, a 9,47 euro, nonostante il giorno nero di Piazza Affari, il risveglio ha subito fatto capire agli azionisti della Banca Popolare dell’Emilia Romagna cosa significa essere quotati al listino principale. Asta di apertura e prezzo spuntato di 9,21. Poi però, grazie ai significativi volumi di azioni scambiate, ecco il continuo e costante recupero fin sui livelli di valore del primo giorno tra le blue chip, le 72 migliori imprese quotate.Gioie e dolori per gli azionisti della quotazione al listino principale. Una decisione non voluta, anche se da tempo se ne parlava, dal cda del Gruppo Bper che avrebbe preferito un periodo più propizio, ma la chiusura del listino Expandi deciso da Borsa italiana, ha imposto di accelerare i tempi. E così, l’ad Fabrizio Viola è partito per un road show tra Europa e Stati Uniti per far conoscere nel mondo il valore aggiunto del Gruppo Bper, la settima banca italiana, forte al sud e profondamente radicata nei territori di riferimento, ma per nulla avvezza ai salotti della finanza.E anche il messaggio lanciato da Viola agli investitori istituzionali è stato volto a tenere lontano i fondi più speculativi, una garanzia per i piccoli azionisti, che pure negli ultimi due anni, hanno visto quasi dimezzarsi il valore delle loro azioni, nonostante la ripresa degli ultimi tre mesi. Con la quotazione sul listino principale, adesso, aumentano rischi, ma anche possibilità di recupero, grazie alla maggior conoscenza nel mondo di una banca dai fondamentali solidi.

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