La Battistero non arriva al panettone


PARMA, 26 SET. 2009 – Panettone e crisi. Due termini che messi insieme formano una sinestesia. La prima, la crisi, è dura mentre il secondo, il panettone, è la cosa forse più morbida che ci sia. Sempre che si abbiano tutti gli ingredienti per poterne portare a termine la produzione. Da un po’ di tempo questo non succede alla Battistero di Parma, storico marchio di dolci, oggi in crisi per mancanza di liquidità. Le commesse, infatti, non mancano: i panettoni già venduti raggiungono un valore di 23 milioni di eure. Ciononostante l’azienda è sulla via della chiusura. La produzione va avanti a rilento, a ritmo ridotto, come si dice in gergo. Se fino a un anno fa in questo periodo erano in funzione otto turni di lavoro su due linee di produzione, oggi a fare andare avanti la produzione di dolci natalizi c’è una sola squadra, per un solo turno.I sindacati degli alimentaristi Flai-Cgil e Uila-Uil di Parma hanno così lanciato l’allarme. Anche perché in bilico ci sono 300 posti di lavoro (tra fissi e stagionali). Ciò che più preoccupa è il pericolo di un crack. L’azienda si trova infatti in una grave crisi di liquidità e se le banche si rifiutano di darle ossigeno vuol dire che i problemi finanziari sono davvero gravi. “La proprietà, che aveva in una prima fase garantito l’aumento di capitale e in una seconda l’immissione di liquidità fresca, non ha onorato i propri impegni causa, a suo dire, l’indisponibilità degli istituti bancari”, hanno affermato i sindacati. “A questo punto circa 300 lavoratori tra fissi e stagionali rischiano il proprio posto di lavoro”. La Battistero, hanno ricordato Flai-Cgil e Uila-Uil, è un’azienda sana industrialmente, con un portafoglio ordini molto importante e già sottoscritti, ma con gravissimi problemi finanziari, tanto che “riecheggia ancora una volta nel nostro territorio il film già visto con il crack della Parmalat”. Le organizzazioni sindacali ritengono che il lavoro fin qui svolto dai tavoli istituzionali “debba fare un salto di qualità, richiamando anche le forze produttive di Parma e il sistema bancario ad un impegno a garantire la sopravvivenza dell’azienda, anche con diversi assetti societari. Nelle prossime ore – hanno annunciato – attiveremo incontri a tutti i livelli per richiamare l’intera città alle proprie responsabilità”.

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