La battaglia di Tanziper i domiciliari


BOLOGNA, 16 MAG. 2012 – Lo aveva detto durante il processo d’appello per il crac Parmalat, prima di essere condannato a 17 anni e dieci mesi. Ma ieri Calisto Tanzi ha ribadito di essersi pentito, e si è assunto le proprie colpe nei confronti dei risparmiatori danneggiati nell’aula del Tribunale di sorveglianza di Bologna, dove si è discusso il terzo ricorso per la detenzione domiciliare. Un argomento che tiene banco anche nella giornata di oggi, in cui si è saputo che  la figlia dell’ex patron, Laura, un mese fa ha scritto al Presidente della Repubblica per chiedere l’interessamento di Napolitano nei confronti del padre, "un uomo che sta morendo". E in cui due lettere anonime sono giunte al Procuratore generale di Bologna Attilio Dardani e al presidente del tribunale di sorveglianza del capoluogo, Francesco Maisto.L’UDIENZA – Il collegio presieduto da Maisto depositerà la decisione nei prossimi giorni. Per gli avvocati dell’ex cavaliere del lavoro si tratta di "una situazione salvavita", viste le precarie condizioni salute di Tanzi, in carcere dal 5 maggio 2011 e ricoverato da febbraio nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma. Da lì in mattinata di ieri è partito per Bologna, su un cellulare della Penitenziaria. Maglione scuro sul corpo magro, senza il sondino nasogastrico di cui aveva avuto necessità nelle ultime apparizioni in tribunale, l’imprenditore settantatreenne ha attraversato il cortile di palazzo Pizzardi camminando lentamente, quasi trascinando i piedi, le manette ai polsi. "E’ un fuscello al vento, peserà 40 chili", fanno notare i suoi legali, ricordando che è stato operato al cuore. L’udienza a porte chiuse sull’istanza di scarcerazione degli avvocati Giampiero Biancolella, Filippo Sgubbi e Fabio Belloni era stata fissata a marzo e prevedeva la lettura delle relazioni di medici ed educatori che seguono il percorso clinico dell’ex patron del gruppo di Collecchio. Dove si sottolinea, ha detto Biancolella "l’aspetto dell’accettazione della condanna che lo Stato gli ha inflitto, e quindi un atteggiamento positivo sotto questo profilo, di sottomissione alla legge dello Stato". Proprio a questo ha fatto riferimento Tanzi nelle sue dichiarazioni, oltre che "al pentimento nei confronti di coloro che sono stati danneggiati", ha riportato il legale. A chi, all’uscita dall’aula, ha domandato come avesse preso la recente condanna della Corte d’Appello, gli avvocati hanno risposto di essere totalmente concentrati sull’uscita dal carcere: "La nostra unica preoccupazione è legata a questo, anche perché è una situazione salvavita. Il resto viene molto dopo". E’ quindi prematuro affrontare il tema del ricorso in Cassazione: "Per il momento – ha spiegato Biancolella – abbiamo come unico obiettivo quello di rassicurarlo, di dargli una speranza di vita con i domiciliari".L’APPELLO – Proprio per riportare il padre a casa, Laura Tanzi ha allegato alla lettera indirizzata a Napoltiano la consulenza sanitaria di parte. Il Quirinale  ha risposto spiegando che, nell’ambito della divisione dei poteri dello stato costituzionale, la vicenda riguarda la magistratura. Ed ha assicurato che i magistrati vaglieranno "scrupolosamente" la situazione. Il carteggio, su richiesta del consigliere giuridico del presidente della Repubblica, è stato allegato al fascicolo processuale.LE LETTERE – "Siete dei senza cuore", sarebbe scritto tra l’altro nelle lettere che fanno riferimento alla non concessione degli arresti domiciliari a Calisto Tanzi, e che sono state recapitate oggi a Bologna Ieri il tribunale di sorveglianza si è riservato la decisione se concedere o meno la detenzione domiciliare a Tanzi in attesa di ricevere la relazione sanitaria completa dal carcere. E’ stata già esaminata, invece, la relazione sull’osservazione di personalità su di lui da parte degli psicologi penitenziari. Da quanto si apprende l’esame avrebbe rilevato un cambiamento di atteggiamento da parte di Tanzi che si mostrerebbe pentito anche se – si sottolinea – la sua maggiore preoccupazione è per la sua persona, per la sua famiglia e non per le vittime del crac. Nell’udienza di ieri Tanzi ha letto un memoriale in cui ha ammesso le sue responsabilità inquadrandole in un più ampio contesto: quello del sistema bancario italiano. Ha anche ricordato il suo apporto alle indagini sulla banca di Roma e Geronzi e dunque il suo indiretto aiuto ai danneggiati dall’affare Ciappazzi.

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