L’universo Mariella Burani


28 LUG. 2010 – Il gruppo Mariella Burani, nato con Walter Burani e sua moglie Mariella nel 1960, ha dato vita ad una tra le griffe italiane più note nel mondo, caratterizzata da uno stile gipsy-chic. Mariella Burani, stilista del gruppo, é stata definita dal mago dell’obiettivo Peter Lindbergh, che l’ha ritratta in una monografia,"una grande ambasciatrice dello stile italiano nel mondo". "Copiata da tutti", come lei stessa ricordava non più di qualche mese fa a Milano, quando i guai finanziari del suo gruppo l’avevano già travolta e tramortita. Dalla provincia di Reggio Emilia, nel giro di poco più di un decennio il pret a porter donna del marchio cominciò a dare i suoi frutti, a esportare all’estero, nacquero nuove linee e aprirono tanti negozi monomarca. Il nome di Mariella Burani non è solo quello di una creativa e innovativa stilista per cui gli abiti "non sono strumenti di seduzione, sono emozioni". E’ stata anche la cifra di un gigante italiano della moda. Il Mariella Burani Fashion Group spaziava dall’abbigliamento alla pelletteria, dagli accessori ai gioielli, dall’intimo al beachwear, fino alla cosmesi e al comparto food and drink. Ma l’avventura era partita dai vestiti per bambini. Nel 1959 Walter Burani, giovane dipendente di Max Mara, si mise in proprio fondando la ditta Selene a Cavriago, in Emilia Romagna. Lì è nata e vive Mariella, lì nasce il loro amore (lei era appena 17enne) e la scommessa di scalare il successo con l’azienda di cui Walter era presidente, mentre i figli Giovanni e Andrea, a.d. Strategic Development&Finance e a.d. Product&Operations), unito al talento creativo di lei. Nel 1970 il marchio passò dalla produzione per bambini al pret-a-porter donna. E qui la stilista fu libera di esprimersi al meglio, ispirandosi a figure forti e femminili come Anna Magnani e altre dive del cinema italiano. Gonne lunghe, pizzi, fiori, ricami, grosse cinture, per uno stile gipsy-chic. Ma l’azienda iniziò anche una politica di acquisizioni. Negli anni ’90 i Burani collaborarono in licenza con Valentino per Carisma e Carisma Rouge, con Calvin Klein e acquisirono Mila Schon, poi ceduta. Il diktat che guidava le mosse era: lusso a prezzi accessibili, riunire sotto il proprio controllo altri marchi e coprire tutti i settori del fashion, inglobando i piccoli operatori del made in Italy. Cosi’, accanto ai due brand nell’abbigliamento (Mariella Burani e René Lazard) vi furono investimenti nella pelletteria, dove la tradizione del brand è nota. La Company Antichi Pellettieri controllava marchi come Coccinelle, Braccialini, Biasia, Baldinini, Sebastian e Mandarina Duck. Gioielli d’Italia era la controllata di Mbfg per il settore dei preziosi. Al suo interno sono confluite aziende come Calgaro, Facco, Rosato e Valente Milano. Quest’ultimo marchio, ha in licenza anche le collezioni firmate da Galliano. Dal luglio 2000 il gruppo fu quotato alla Borsa di Milano. Negli ultimi anni aveva avviato alcune joint venture con colossi stranieri come Damas (leader per distribuzione gioielli con sede a Dubai), per accrescere i canali distributivi e portare il gusto italiano in Oriente. Il gruppo produceva e distribuiva in licenza le griffe di Vivienne Westwood per la pelletteria, assieme a Gherardini, Coccinelle, Yamamoto e Borrelli. Per l’abbigliamento anche La Perla e Thierry Mugler.

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