L’Unipol e il welfare che verrà


BOLOGNA, 28 GIU. 2011 – La presentazione del bilancio di sostenibilità di Unipol come occasione per ripensare il welfare tra pubblico e privato. Per un futuro sostenibile, questo il titolo del convegno voluto dal gruppo assicurativo e tenutosi oggi a Bologna. Armonizzare esigenze economiche con funzioni sociali dell’impresa è da sempre nel dna della società di via Stalingrado. Ospite della giornata il presidente della Regione Vasco Errani, che nel giorno della manovra finanziaria presentata da Tremonti parla apertamente della mancanza di un piano industriale per far crescere il Paese."Tremonti tiene i conti nascosti mentre in questa fase occorre la massima chiarezza", ha detto Errani, convinto della necessità di una riforma fiscale, purché sia equa e parallela a un forte contrasto all’evasione. Allo stesso tempo, aggiunge, serve un piano per ridurre la precarietà. "Credo sia arrivato il momento di fare un’operazione verità sui conti e sulla base di questa scegliere alcune strategie fondamentali che ci assicurino una crescita intelligente. Come peraltro l’Europa venti e venti ci chiede".All’orizzonte ci sono i nodi del welfare da sciogliere. Con un’Italia che vede per il 2030 un aumento degli over 65 dal 20% di oggi al 26%. E da considerare c’è che fra meno di vent’anni ci saranno 4 milioni in più di persone inattive ma una popolazione di italiani attivi alla quale mancheranno due milioni di unità rispetto a oggi. Secondo Errani "se guardassimo a 30 anni, capiremmo che ciò che stiamo pensando ora a livello pensionistico ci proporrà l’insostenibilità". "Nel 2010 in Emilia-Romagna l’80% dei nuovi occupati lo è con una delle 46 forme di assunzione ‘precaria’. Non sono né in grado di capitalizzare la pensione, né di accedere ai fondi integrativi". Bisogna per Errani, capire cosa ciò tra "35 anni comporterà per la spesa pubblica, a meno che non accettiamo di diventare un paese in cui sotto la soglia di povertà ci sono milioni di famiglie".ERRANI: PER FORTUNA NON C’E’ SOLO LA FIATPer il presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani all’Italia serve "un nuovo patto sociale che ci rimetta su un binario che vuole crescere in modo equo e sostenibile". Bisogna quindi "ridurre evasione, pressione sul lavoro, rivedere gli ammortizzatori sociali e contrastare la precarietà". Per Errani si tratta "di costruire nuove relazioni industriali che non guardino all’800 ma al nuovo secolo". Per il presidente infatti c’è in Italia la tendenza a guardare al passato per essere competitivi, "ma qui, le nostre imprese dimostrano che è esattamente guardando da una altra parte che si va avanti. Non c’è solo la Fiat, e per certi versi, per fortuna" ha aggiunto.STEFANINI:TUTTI CONTRIBUISCANO A SACRIFICINel corso degli interventi al convegno si è parlato di politiche di ampio respiro. Di sostenibilità del sistema pensionistico e aumento dei bisogni legati al welfare che possono stare insieme solo in un sistema integrato di pubblico e privato. Il presidente di Unipol Stefanini ha chiesto scelte eque al governo: "Il nostro paese dovrà fare dei sacrifici, questo è fuori discussione. Allora gli elementi sono due: il primo è che tutti contribuiscano, il secondo che ci sia equità. Se riusciranno a fare questo, se il paese riuscirà a fare questo, farà bene il proprio dovere – ha spiegato – e in un momento così delicato credo sia fondamentale".

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