L’orchestra senza direttore diventa un film


©Trc-TelemodenaMODENA, 25 OTT. 2010 – Tre appuntamenti senza guida, senza maestro: solo musica. Spira Mirabilis, musicisti professionisti che suonano e studiano soli. Soli al mondo. Quest’anno preparano l’Eroica di Beethoven e sono pronti al confronto – non competitivo, naturalmente – con la Queen Elizabeth Hall Orchestra di Londra. L’evento formiginese, jam session classica unica nel suo genere, si declina in tre date: domenica prossima alle 16.30 in Polisportiva, col preambolo della Spira, che si dedicherà a Schumann; mercoledì 3 novembre alle 21 presso l’Oratorio Don Bosco, con l’Eroica eseguita dai ragazzi senza direttore d’orchestra; e venerdì 5, stesso posto, stessa ora, stessa sinfonia, questa volta eseguita dai londinesi.Nessuna gara, come detto: "Spira Mirabilis non è nata per competere – ci spiega una delle musiciste che compongono il gruppo – e l’obiettivo non era nemmeno fare concerti o trovare nuovo pubblico e nuovi canali. Il vero obiettivo era, tra virgolette, egoista, ovvero trovare uno spazio nostro privato in cui studiare e fare esperimenti. Vale a dire tutto quello che non si può fare quando si hanno concerti importanti che impediscono di rischiare, di osare, e impongono invece di fare ciò che dà sicurezza. Per questo la dimensione della Spira è quella della provincia, dei paesi piccoli nei quali si può stare nascosti."Spira Mirabilis è soprattutto "Un caso unico al mondo". Così la pensa il produttore cinematografico Pierre-Olivier Bardet, specialista in documentari sulla musica ed ansioso di cominciare il suo nuovo lavoro a Formigine. “Poche esperienze musicali possono essere così vivide davanti a una telecamera come quella vissuta durante una sessione degli Spira mirabilis – spiega Pierre-Olivier Bardet – È noto che la musica degli Spira, il loro suono, li colloca tra le migliori orchestre da camera del momento. Ma ciò che è davvero straordinario è osservarli mentre suonano: è un’esperienza inedita, capace di emozionare in un modo che nessun altro concerto, seppur entusiasmante, può eguagliare”.Bardet ci spiega anche che ci sono altre orchestre, barocche, che suonano senza maestro "ma nessuna lo fa con questo approccio al repertorio e allo studio della partizione. Ppotremmo dire – conclude il regista – che questi ragazzi affrontano lo spartito come un testo sacro e sono capaci di suonarlo senza nemmeno averlo davanti. E’ qualcosa di unico".

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