L’odissea rossoblu


BOLOGNA, 10 DIC. 2010 – Giovanni Consorte vuole chiudere e ha già deciso su chi puntare. "Noi speriamo di riuscire a formare una cordata, una squadra, entro sabato, perché andare giocare una partita contro il Milan con una situazione di stabilità potrebbe essere un bell’aiuto". Così ha parlato ieri l’ex numero uno di Unipol, che dopo aver rimesso il mandato di vendere il Bologna calcio è sceso in campo e vuole prendere in mano le redini della società rossbolu. Ormai l’indugi sono rotti: Intermedia, la sua banca d’affari, ieri ha calato l’asso, che si chiama Massimo Zanetti. Il signor Segafredo, il cui nome veniva accostato danni a Castedebole, sembra esserci deciso a diventare il prossimo presidente del Bologna. Domani mattina, con molte probabilità, la sua candidatura sarà ufficiale.In realtà il progetto di Consorte prevede l’assemblamento di 5 o 6 nuove società, dette newco, e Zanetti ne sarebbe il capofila. Tra gli altri ci sarebbe anche Marco Vacchi dell’Ima, mentre si sono defilati sia il presidente degli industriali Marchesini che Gian Pietro Beghelli. E nel nuovo organigramma ci sarebbe posto anche per Luca Baraldi, che andrebbe a rioccupare la poltrona di direttore generale, dopo la breve e infelice parentesi durante la gestione Menarini. I giochi non sono ancora fatti, ma da più parti questa viene vista come la soluzione ideale. Anche perchè il numero uno di Segafredo, secondo uomini a lui molto vicini, sarebbe pronto a mettere subito 10 milioni di euro. Con un aumento di capitale, poi, si punterebbe a mettere a tacere Porcedda, che tenta di resistere sponsorizzando l’ipotesi-Sabatini.L’attuale proprietario del Bologna calcio, tra l’altro, ha da oggi una grana in più. E non è una cosa da poco. Come già preannunciato dall’allenatore Malesani, infatti, oggi la squadra ha deciso di mettere in mora la società, che non ha ancora pagato loro gli stipendi di luglio, agosto e settembre. Nel pomeriggio capitan Di Vaio, assieme a Emiliano Viviano, Daniele Portanova e Vangelis Moras, ha spigato ai motivi i motivi che hanno spinto tutti i giocatori a firmare le raccomandate. Pur ribadendo l’attaccamento alla maglia e l’impegno in campo, peraltro dimostrato nelle ultime partite, nessuno vuole precludersi la possibilità di accasarsi altrove in caso di fallimento. Dal ricevimento dell’atto, il club avrà 20 giorni per pagare. Altrimenti la palla passerà al Collegio arbitrale. Se invece la situazione dovesse sbloccarsi, questo provvedimento estremo adottato dai giocatori verrà immediatamente revocato."Abbiamo fatto questa scelta – ha detto Di Vaio – anche per mettere fretta agli eventuali acquirenti. E’ una decisione che abbiamo preso a malincuore, la nostra speranza è che si risolva tutto e che la società finisca in mano a professionisti seri che hanno a cuore il bene del Bologna. Nessuno se ne vuole andare da qui, vorremmo solamente tornare a fare solo i giocatori senza occuparci di cose che non ci competono. La cosa che più ci dispiace è la penalizzazione in classifica che alle fine del campionato potrebbe finire per vanificare i nostri sforzi".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet