L’insostenibile pesantezza dell’IMU


BOLOGNA, 22 DIC. 2011 – Trecentoventotto milioni di euro: ecco quanto il sistema economico emiliano-romagnolo potrebbe pagare l’anticipo al 2012 dell’IMU e la rivalutazione della base imponibile degli immobili. Un nuovo, pesante contributo che il tessuto produttivo della nostra regione dovra caricarsi sulle spalle, visto che qui il gettito della nuova tassa introdotta dal Governo potrebbe arrivare a 915,5 milioni di euro. Tutte stime, calcolate dal Centro studi Sintesi per conto di Cna Emilia-Romagna, che considerano l’aliquota base dello 0,76%, non tenendo tra l’altro conto degli incrementi che i Comuni potranno eventualmente deliberare per compensare il taglio di oltre 5 miliardi a cui andranno incontro nel prossimo anno.Mediamente, il sistema imprenditoriale regionale pagherà il 56% in più rispetto alla vecchia ICI. Ma a risentire di più del cambio saranno Piacenza, con rincari del 69%, e Ferrara (+65%). Lì infatti, a differenza di Modena che è la meno colpita, le aliquote di riferimento nel 2011 erano più basse, e ora che il valore sarà uguale per tutti l’aumento risulta maggiore. A livello di tipologia di immobile, verranno invece penalizzati in particolare i negozi e le botteghe (+83%), i magazzini, le rimesse e le tettoie (+82%) e gli uffici (+81%). E oltre al danno del rincaro, l’IMU ha in serbo per gli imprenditori locali anche la beffa. Pensata come strumento del federalismo municipale, la tassa è stata infatti sacrificata sull’altare dell’emergenza. Di conseguenza, il gettito sugli immobili diversi dalla prima casa non rimarrà sul territorio, ma andrà per metà nelle casse dello Stato.E’ questo l’aspetto che dà più fastidio a Gabriele Morelli, segretario di Cna Emilia-Romagna. Il fatto di continuare a chiedere di più a regioni come la nostra, virtuose e fedeli dal punto di vista fiscale, privandole progressivamente delle loro risorse. "Questo comporta la perdita dei differenziali positivi nei confronti delle regioni europee concorrenti – avverte – Ben vengano quindi interventi necessari una tassazione più alta e una perequazione solidale, ma bisogna salvaguardare le risorse per gli investimenti. Altrimenti le regioni-locomotiva non riusciranno a superare la crisi e a permettere a tutto il Paese di agganciare lo sviluppo".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet